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Scolmatore Bisagno, pubblicato il bando: fine lavori nell’estate 2023

La galleria sotterranea si dipanerà per oltre 6 km dalla Sciorba a corso Italia e promette di mettere definitivamente in sicurezza il torrente “killer”

È stato ufficialmente pubblicato online pochi minuti prima delle 16.30 il bando per l’assegnazione dei lavori per la realizzazione dello scolmatore del Bisagno, galleria sotterranea che si dipanerà per oltre 6 km dalla Sciorba a corso Italia e che promette di mettere definitivamente in sicurezza il torrente “killer”. 

A “cliccare” per confermare ufficialmente la pubblicazione è stato il governatore ligure e commissario per l’emergenza idrogeologica Giovanni Toti, che ha snocciolato anche i tempi di cantiere: avvio dei lavori in primavera, consegna per l’estate 2023. Gli altri numeri: l’appalto, unico, vale 204,4 milioni, la galleria sarà lunga 6,6 chilometri e avrà un diametro di 9,8 metri e una portata di 450 metri cubi di acqua al secondo, mentre i restanti 850 (1.300 la portata “massima” del Bisagno, calcolata sulla linea duecentennale) saranno gestiti dai canali della copertura del Bisagno.

Il termine per la presentazione delle proposte è il 20 novembre 2019 alle 18, mentre le buste verranno aperte il 21 novembre.

La realizzazione del bando è l’ultimo tassello del pacchetto di interventi strutturali previsti per raggiungere un adeguato livello di mitigazione del rischio idraulico nelle aree limitrofe al torrente, che nel corso degli anni ha causato, con le sue esondazioni, milioni di euro di danni e la perdita di numerose vite umane. In questi mesi proseguiranno anche i lavori per la copertura del Bisagno, che termineranno a dicembre 2020. Per quanto riguarda invece lo scolmatore del Fereggiano, i cui lavori sono formalmente conclusi, si attende il completamento delle opere sui rii Noce e Rovare, in ritardo, per renderlo ufficialmente operativo.

«L'obiettivo è aprire il cantiere in primavera - ha detto il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti- siamo al fischio d'inizio di un'opera di cui si parla da circa 50 anni, dalla tragica alluvione di Genova del 1970, attesa da generazioni e che avra' un impatto enorme sulla sicurezza dei cittadini. È un'altra promessa mantenuta, sul fronte forse piu' importante, quello della riduzione del rischio idrogeologico».

Il percorso dello scolmatore del Bisagno 

Gli scavi per la galleria dello scolmatore partiranno all’altezza degli impianti sportivi della Sciorba, in Val Bisagno. La galleria partirà  in via Adamoli e sfocerà si fianco allo scolmatore del Fereggiano, in corso Italia, all’altezza dei Bagni Squash, passando sotto l’ospedale San Martino e San Giuliano.

Fulcro del cantiere, l’area dell’ex canile di Molassana, che verrà riqualificata nel corso della realizzazione lavori e che rappresenterà un varco da cui partiranno gli scavi verso monte e verso mare. La galleria intercetterà sul percorso anche lo scolmatore del Fereggiano, per un cantiere che sarà completamente sotterraneo. Tra i criteri per l'assegnazione dell'appalto verrà dato priorità alla qualità dello scavo, alla riduzione dell'impatto sulla città, ai tempi di realizzazione dell'opera e al recupero dei materiali da scavo.

Assieme ai lavori della nuova copertura dello stesso Bisagno, che si completera' a fine 2020, verra' assicurato il deflusso complessivo di 1.300 metri cubi d'acqua al secondo che, in base ai modelli statistici, sono in grado di rispondere alla piena duecentennale del torrente. La progettazione esecutiva dell'opera era stata affidata nell'agosto 2017 al raggruppamento temporaneo di impresa capitanato da Rocksoil, dell'ex ministro Pietro Lunardi, per poco meno di 3,8 milioni, compresa l'opzione per la direzione lavori. 

«Il nostro impegno e' stato costante fin dal primo giorno, sia sui cosiddetti rivi e fronti minori che su opere di ampio respiro come questa, destinata a cambiare davvero il volto della citta' e della regione- commenta Toti- assieme ai lavori di copertura dello stesso Bisagno e allo scolmatore del Fereggiano, che procedono spediti, si garantisce che, in caso di piogge eccezionali, gran parte dell'acqua verra' scaricata direttamente in mare attraverso la nuova galleria, e la restante potra' defluire nell'alveo che e' in corso di adeguamento. Una svolta epocale».

Soddisfatto anche il sindaco Marco Bucci: «Si tratta di un'opera di importanza vitale per la città, per evitare che si ripetano situazioni di enorme criticità come quelle che abbiamo patito anche in un recente passato. Investire sulla sicurezza, sulla tutela dell'ambiente e sulla riduzione del rischio idrogeologico significa salvare vite umane, opere pubbliche, attivita' di privati. Prezzi che Genova non vuole piu' dover pagare e che grazie a quest'opera fondamentale faranno parte del passato».

Dal punto di vista tecnico, l'assessore regionale alla Difesa del suolo, Giacomo Giampedrone, ha ricordato che «verranno realizzate una briglia di trattenuta dei corpi galleggianti e una nuova passerella pedonale, entrambe a monte della galleria, oltre a un sistema di sbarramento regolabile nell'alveo del torrente e a una imboccatura laterale per l'alimentazione dello scolmatore. L'obiettivo e' concludere i lavori nell'estate 2023».

«Se non ci fosse stata la tragedia del ponte Morandi- ha concluso Giampedrone - staremo parlando dell'opera in assoluto più importante per Genova. Con questa, la citta' diventera' sicura al 90%. Il restante 10%, come avviene in tutto il mondo, sarà gestito come azioni di protezione civile».

Si prevede che gli scavi producano almeno 800.000 metri cubi di detriti che, in parte, potranno essere riutilizzati per il ripascimento delle spiagge genovesi.

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