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Vigili del fuoco in sciopero, 'esecuzione' di massa in piazza De Ferrari

I pompieri si sono radunati in via Albertazzi poco dopo le 10 per poi raggiungere piazza De Ferrari, sede del palazzo della Regione, dove hanno inscenato un'esecuzione di protesta contro le ipotesi di riordino

I Vigili del fuoco sono scesi in piazza questa mattina con uno sciopero e un corteo che ha attraversato la città per terminare in piazza De Ferrari, davanti alla sede della Regione, dove hanon protestato a gran voce contro il recente riordino di cui è stata oggetto la categoria e i tagli operati dalle amministrazioni in particolare sui precari.

Il corteo si è radunato in via Albertazzi poco dopo le 10 per poi raggiungere il centro attraverso via Gramsci, via delle Fontane, piazza della Nunziata, piazza Portello, piazza Corvetto, via XII Ottobre e via XX Settembre, per poi dare vita a uno scenografico flashmob durante il quale sono caduti a terra fingendo una sorta di "esecuzione di massa": «Le ultime tragedie che hanno toccato la nostra regione hanno dimostrato in pieno l'inefficienza del soccorso tecnico urgente - ha spiegato Giordano Bruno, coordinatore Usb - I vigili del fuoco sono un continuo bersaglio da parte di un governo cieco. Il riordino è stato il colpo finale, che Usb e i lavoratori non hanno ritenuto opportuno firmare perché di fatto annienta il soccorso tecnico urgente. La Comunità Europea stabilisce che ci vuole un pompiere ogni 1500 abitanti, in Italia sono uno ogni 15mila e su Genova la situazione è catastrofica».

«Con il riordino hanno preso di mira il precariato, anello debole della categoria, e hanno tagliato 60mila precari che lavoravano sul territorio e di fatto facevano soccorso tecnico urgente. Noi siamo contro il precariato, ma vogliamo stabilizzare tutti questi ragazzi rimasti in mezzo a una strada - ha proseguito Bruno - A Genova le tre alluvioni hanno dimostrato che la macchina del soccorso non ha minimamente funzionato, gli interventi in coda erano più di 500 dopo tre giorni di intervento. Chiediamo il rientro diretto del riordino e chiediamo al premier Matteo Renzi, che oggi è venuto a visitare la città, di venire a parlare con chi opera direttamente sul territorio. Gli Angeli del Fango sono una componente indispensabile e fondamentale, che va però coordinata da chi svolge questo lavoro tutti i giorni».

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