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Cronaca

Sciopero dei treni rimandato dal 25 marzo al 5 aprile

A seguito della riunione sindacale di venerdì 22 marzo 2013, le organizzazioni sindacali hanno deciso di proclamare unitariamente lo sciopero dei capo treno e dei macchinisti previsto per lunedì 25 marzo rimandandolo a venerdì 5 aprile 2013

Genova - A seguito della riunione sindacale di venerdì 22 marzo 2013, le organizzazioni sindacali hanno deciso di proclamare unitariamente lo sciopero dei capo treno e dei macchinisti previsto per lunedì 25 marzo rimandandolo a venerdì 5 aprile 2013.

Lo sciopero regionale ligure pertanto coinvolge le sigle sindacali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt, Fast e Ugl. Le organizzazioni sindacali hanno proclamato lo sciopero di 8 ore di capo treno e macchinisti del trasporto regionale dalle 9 alle 17 di venerdì 5 aprile 2013.

I lavoratori protestano contro Trenitalia che, nel corso dell'ultimo anno, ha dimostrato di non riuscire a rispettare il contratto a causa dei malfunzionamenti del sistema di gestione dei turni del personale mobile.

Tale sistema ha causato giornalmente soppressioni e disservizi, senza contare che non ha prodotto alcun risparmio sul costo del lavoro, anzi, ha peggiorato tutti gli indicatori di produttività del settore.

I ripetuti incontri territoriali e nazionali degli ultimi mesi non hanno permesso nessun avanzamento in quanto Trenitalia ha continuato sistematicamente a violare le norme recentemente concordate rispetto ai riposi settimanali, alle giornate di "disponibilità" nei turni, alle procedure di confronto previste, all'equilibrio nella distribuzione dei carichi di lavoro fra il personale.

Le organizzazioni sindacali hanno valutato improduttiva la prosecuzione del confronto, visto il ripetersi delle violazioni, scegliendo la strada dello sciopero regionale. La richiesta di sospendere il nuovo sistema di gestione dei turni individuali per tornare al vecchio turno collettivo non è mai stata accolta, mentre le forzature normative non venivano risolte.

Oggi la società, a causa dell'inadeguatezza del sistema, non è nemmeno in grado di assegnare la produzione sul territorio nel rispetto delle risorse esistenti, quindi è costretta a ricorrere continuamente a trasferte e straordinari per sopperire a tali squilibri, generando pesanti disagi ai lavoratori e maggiori spese per l'azienda.

In un momento di pesante crisi economica come l'attuale le organizzazioni sindacali giudicano irresponsabile il comportamento di Trenitalia che spreca in questo modo risorse del contratto di servizio che andrebbero indirizzate verso miglioramenti della qualità dei treni e politiche tariffarie di maggior favore verso le fasce più deboli.

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