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Sciopero dei Sert, la Comunità San Benedetto al Porto appoggia i lavoratori

Martedì 15 novembre la protesta contro organici carenti, sedi inadeguate, mancanza di sicurezza e scarso interesse da parte della Regione e della Asl

Martedì 15 novembre, come vi avevamo annunciato la scorsa settimana, sciopereranno i lavoratori del Sert di Genova, per protestare contro gli organici carenti, le sedi inadeguate, la mancanza di sicurezza e il disinteresse di Asl e Regione nei confronti delle quali i Sert genovesi sono al centro di una vertenza da quasi sei mesi. Lo sciopero è stato proclamato dalla RSU Asl 3 di Genova con FP Cgil, Fials Genova e Fpl Uil e si articolerà per l'intera giornata e tutti i turni programmati. Saranno comunque garantiti i servizi di emergenza e urgenza.

Al fianco dei lavoratori si è schierata anche la Comunità San Benedetto al Porto che con un comunicato sulla sua pagina facebook ha spiegato: «La Comunità San Benedetto al Porto è al fianco dei lavoratori del servizio pubblico per le dipendenze, al fianco di chi opera nei Sert genovesi. Organici carenti, sedi inadeguate, mancanza di sicurezza, sostanziale poco interesse da parte della Regione e della Asl. Sono queste le motivazioni che hanno spinto alla protesta i 120 lavoratori dei Servizi per le tossicodipendenze (Sert) di Genova: Fp Cgil, Fials e Fpl Uil hanno indetto uno sciopero per martedì 15 novembre».

Il comunicato prosegue poi analizzando nel dettaglio le criticità e le problmatiche dei lavoratori: «Il ruolo insostituibile di presidio pubblico che svolgono i Sert, il lavoro di prevenzione, cura e riabilitazione delle tante e differenti dipendenze vecchie e nuove, il delicato e fondamentale rapporto con la magistratura, la tutela sociale di tante e crescenti fragilità. Attualmente gli utenti dei Sert genovesi sono oltre 5 mila, con un preoccupante aumento dei giovanissimi. E dei sei Servizi cittadini ne sono rimasti solo quattro, perché due sono stati chiusi per inagibilità (Valbisagno e Sampierdarena).Quello che preoccupa è soprattutto il comportamento tenuto dalle istituzioni regionali, un atteggiamento con una posizione di preoccupante insensibilità rispetto alle delicatissime problematiche che la vertenza dei lavoratori del Sert ha in essere a ragione della dovuta attenzione alla fragilità delle persone che seguono in questa città».

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