Cronaca

Partecipate: la giornata si chiude nel caos, nessun accordo a Tursi

Continuano a essere distanti le posizioni di sindacati e consiglieri comunali sul tema caldo della partecipate con i lavoratori che oggi hanno bloccato la città. Fumata nera a Tursi, nessun accordo

Nessun accordo a Palazzo Tursi all'incontro tra i sindacati delle aziende partecipate in sciopero e la conferenza dei capigruppo del consiglio comunale a cui ha voluto partecipare anche il sindaco Marco Doria. Dopo due ore di confronto le posizioni restano distanti.

«L'esito dell'incontro non è stato buono perché alcuni capigruppo della stessa maggioranza si sono pronunciati per riaprire il dialogo, ma il sindaco Doria ha dimostrato molta arroganza, prevenzione e chiusura, abbiamo qualche difficoltà a capire se nelle prossime settimane l'amministrazione metterà in atto dei comportamenti negoziali o no?», commenta il segretario generale della Funzione Pubblica Cgil di Genova Corrado Cavanna.

«I sindacati sono delusi rispetto a una richiesta non accoglibile come quella di ritirare una delibera che il consiglio comunale legittimamente ha votato pochi giorni fa - replica il sindaco Marco Doria - Una delibera che difende le aziende partecipate, i posti di lavoro, garantisce i servizi facendo pagare il giusto ai cittadini. Sono i miei obiettivi».

«Per tenere in piedi le aziende partecipate dal Comune il costo del lavoro deve essere tenuto sotto controllo, la delibera non taglia le retribuzioni - sottolinea Doria - Dice che eventuali aumenti delle retribuzioni saranno possibili solo se il bilancio delle aziende lo consentirà». Cavanna critica quelli che definisce "i tagli al contratto integrativo e il blocco dei salari per il prossimo biennio, e' l'ora di dire basta ai sacrifici chiesti ai lavoratori».

«Da parte mia c'è una piena disponibilità al confronto con i sindacati, che non significa accettare sempre le posizioni degli altri, alcuni accordi sono già stati siglati - continua Doria -. Si dovrà parlare di strategie aziendali, in alcuni casi come Amiu dei partner privati che aiutino il Comune nel suo ruolo di azionista sono essenziali per garantire gli investimenti strategici per la prospettiva delle aziende».

Il capogruppo Pd Simone Farello interviene: «Da parte del Pd c'è un auspicio e due impegni: l'auspicio che la volontà del sindaco Doria di riaprire il dialogo con i sindacati possa dare vita a un confronto-chiarimento, l'impegno di votare appena possibile una delibera che attui il piano industriale di Amiu, in particolare la scelta delle aree su cui realizzare i nuovi impianti necessari, e l'impegno di fare in modo che il Comune affronti con risorse proprie i bisogni di Amt almeno fino a fine 2015, temo anche per tutto il 2016. In attesa della gara sul bacino unico regionale, la Regione Liguria e il Comune devono sedersi attorno a un tavolo per decidere cosa fare del trasporto pubblico». «Il problema per Amt e Amiu non è privatizzare le aziende o non privatizzarle, - aggiunge Farello - ma se i soldi per gli investimenti ci sono o non ci sono, se non ci sono bisogna trovarli».

La capogruppo Forza Italia Lilli Lauro denuncia: «Da parte del sindaco Doria ci sono state le solite parole, un rimando tra 15 giorni, non e' cambiato nulla, il solito immobilismo della Giunta Doria».
 

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