Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Mense scolastiche, genitori sul piede di guerra: 4 giorni di sciopero

Parte dalle mamme e dai papà delle scuole Daneo e Don Milani l'astensione continuativa dalla mensa: troppi i disservizi

Genitori ancora in sciopero contro i disservizi nelle mense scolastiche: mamme e papà della scuola primaria Daneo, della secondaria di primo grado Don Milani e della scuola d’infanzia Maddalena hanno proclamato 4 giorni di astensione dalla mensa per i propri figli per dare un forte segnale alle istituzioni e chiedere interventi concreti su episodi che si verificano ormai con cadenza giornaliera. La protesta è fissata per martedì 2, mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 maggio, e cioè l’intera settimana dopo il ponte del Primo Maggio.

Come sottolineato anche dalla Rete Commissioni Mensa, che raccoglie le segnalazioni provenienti da tutte le scuole della città, i problemi variano dalla frutta non conforme (troppo piccola o non fresca), ai pasti serviti in ritardo, passando per i singoli episodi che già avevano fatto scattare la protesta qualche settimana fa, come il pezzetto di ferro nell’acqua dei fagioli e la carne dall’aspetto e dall’odore sgradevole servita in una scuola di Quarto.

Nel caso della Daneo e della Don Milani, a finire nel mirino dei genitori è la Cooperativa Italiana di Ristorazione, che si occupa della gestione delle mense nei due istituti di salita delle Battistini e corso Carbonara: «Stiamo cercando di coinvolgere i genitori degli alunni di tutte le scuole che lamentano disservizi - spiega a Genova Today Andrea Begnini, papà di un piccolo alunno della Daneo - La nostra problematica principale riguarda la temperatura dei cibi: la maggior parte dei pasti serviti nelle scuole di Genova arriva da centri cottura fuori città, e la legge prevede che le temperature dei piatti vengano misurate anche all’arrivo nelle mense degli istituti. La temperatura per quelli caldi deve essere superiore ai 60 gradi, quella delle pietanze fredde non superiore ai 10, e la direttiva non viene rispettata. Inoltre ci sono problemi anche per quanto riguarda le diete speciali: i pasti vengono serviti in contenitori sigillati per impedire contaminazioni, ma in questo modo la temperatura non viene mai presa.»

Tante le segnalazioni presentate, sottolineano i genitori, cui si è aggiunta persino una diffida, ma «non abbiamo ancora ricevuto segnali concreti. I 4 giorni di sciopero servono dunque a questo: ogni genitore farà una rinuncia individuale al pasto in mensa, e ci organizzeremo affinché i bambini consumino il pasto portato da casa». Proprio il panino portato da casa ha, in passato, scatenato la protesta dei dirigenti scolastici di alcuni istituti. Non tutti, infatti, consentono di mangiare il panino in classe (nonostante la presenza di una sentenza che ne stabilisca il diritto), costringendo i genitori ad andare a prendere i propri figli durante la pausa pranzo per accompagnarli a casa e poi riportarli a scuola.

«Ci stiamo organizzando per capire se, con la collaborazione delle maestre, potremo far mangiare ai bambini il panino in classe come accaduto durante l’ultimo sciopero. In caso contrario andremo a prenderli, cercando di fare rete intorno a chi lavora e non può tornare a scuola all’ora di pranzo - conclude Begnini - La volta scorso l’adesione è stata altissima, solo 10 bambini su 300 hanno usufruito della mensa. Speriamo che questo nuovo sciopero raccolga ancora più adesioni».

La questione mense, intanto, approda anche in consiglio Comunale con diverse interrogazioni, tra cui anche una su un fornitore di pane di alcune mense municipali condannato per diversi reati, tra cui anche frode fiscale e adulterazioni alimentari sui prodotti forniti, presentata dal consigliere Antonio Bruno, e un’altra generale sul rispetto delle prescrizioni di qualità del servizio firmata da Andrea Boccaccio.

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