Martedì, 16 Luglio 2024
Cronaca San Fruttuoso / Via Asiago

Università, studenti tornano in piazza: "A Genova alloggi solo per il 13% delle richieste"

L'appuntamento con la nuova protesta di "Cambiare rotta" è giovedì 14 settembre alle 11 davanti alla Casa dello studente di via Asiago

Al grido di "Basta studentati fatiscenti, vogliamo il reddito universitario", gli studenti universitari sono pronti a tornare nelle piazze italiane, giovedì prossimo. A Genova, l'appuntamento con la nuova protesta di "Cambiare rotta" è giovedì 14 settembre alle 11 davanti alla Casa dello studente di via Asiago.

Il tema è sempre lo stesso: più posti letto negli studentati e mense, camere e spazi comuni più dignitosi. "A Genova - denunciano gli attivisti - nonostante una costante riduzione delle immatricolazioni e nonostante gli studenti fuorisede siano una piccola minoranza, l'Università riesce a coprire solo il 13% delle richieste di allocazione in studentati". Ma il problema non è solo quantitativo. "Le residenze sono tenute in condizioni pietose, così come le mense, dove il cibo spesso non è di una qualità accettabile, per quello che riguarda la sicurezza igienica e sanitaria - accusano gli universitari - alcune residenze hanno grandissimi problemi strutturali e di manutenzione, con muffa, fatiscenza e inadeguatezza totale degli arredi. Dalla mancanza totale di zone cucina alle difficoltà di vivere in uno studentato senza un efficiente servizio di portineria, fino alla mancanza di comunicazione e organizzazione per gli stessi periodi di permanenza degli studenti".

Il luogo scelto per la nuova protesta non è casuale. "Già nel 2013, ad appena sette anni dall'apertura, nella residenza di via Asiago si segnalavano già infiltrazioni d'acqua, impianti elettrici non funzionanti, letti rotti, sanitari guasti, tetti in amianto e, anche se negli anni hanno teoricamente stanziato fondi per migliorie, continuano a esserci gravi problemi - denunciano - fino ad arrivare all'anno scorso, con la visita dei Nas alla mensa di via Asiago dopo un esposto degli studenti, che ha portato a una multa di mille euro per le irregolarità rilevate".

A fronte di queste mancanze, gli studenti rimarcano di dover pagare "una quota mensile spropositata, che è peraltro aumentata negli ultimi anni arrivando, per una camera singola, a 270-300 euro mensili, un prezzo quasi più alto della concorrenza privata. L'assegnazione di una stanza in studentato, poi, è regolata da graduatorie che tengono conto del rendimento dello studente, con una logica competitiva e meritocratica, che minaccia di impedire il prosieguo degli studi e la perdita della residenza, portando nell'ambiente universitario quella pressione psicologica che causa a tutti gli studenti stress, ansia e depressione, culminanti nei noti casi di suicidi".

Gli attivisti, infine, accusano Comune, Regione e Università di totale disinteresse per i loro problemi. "Bucci pensa solo alle grandi opere, la Regione agli studenti che partecipano a progetti esclusivi come con i 62.500 euro di finanziamento per i fuorisede iscritti a Ianua, l'Ateneo è troppo impegnato a collaborare con l'industria bellica e a fare accordi con aziende inquinanti come Enel ed Iren. Intanto, i pochi studentati esistenti sono trascurati al punto da renderli inabitabili e nelle mense si trova cibo scadente, condizioni igieniche e sanitarie terrificanti e costi sempre in aumento".

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