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Manifestazione Fiom: la rabbia dei metalmeccanici blocca il centro

Giovedì 18 aprile sciopero della Fiom scesa in piazza per protestare contro la crisi che sta colpendo il settore. Più di seicento persone sono partite in corteo da Principe con destinazione prefettura bloccando il traffico nel centro di Genova

Genova - Oggi, giovedì 18 aprile, più di 600 lavoratori sono scesi in piazza per lo sciopero di quattro ore indetto dalla Fiom, Federazione Italiana Operai Metallurgici, per manifestare contro il momento di crisi che sta affliggendo l'Italia e in particolar modo Genova.

Due cortei distinti sono partiti dal centro cittadino, il più corposo dalla stazione di Genova Principe, entrambi con destinazione prefettura, dove i rappresentanti sindacali verranno ricevuti dal Prefetto intorno a mezzogiorno.

Notevoli i disagi al traffico con il corteo che si è snodato prima per via Balbi, per poi passare in Largo Zecca, piazza Fontane Marose, via Roma e raggiungere la Prefettura.

Una protesta contro i numeri agghiaccianti che stanno affliggendo il nostro Paese, con 3 milioni di disoccupati nel 2013, con un aumento di 554 mila unità solo nell'ultimo anno. Una Cassa integrazione nei primi due mesi del 2013 pari a 168 milioni di ore, vale a dire il 22.7% in più rispetto all’anno precedente.

Una protesta contro Confindustria che «parla invece di produttività e flessibilità mettendo in discussione e peggiorando  i contratti, le tutele normative e salariali dei lavoratori e lavoratrici».

Le richieste della Fiom sono chiare: «Difendiamo lo strumento della  Cassa Integrazione che deve essere aumentata e concessa a tutti i lavoratori e lavoratrici che ne hanno bisogno. La Cassa in Deroga deve essere rifinanziata e garantita fino alla fine della crisi. Utilizziamo i Contratti di Solidarietà dividendo il lavoro che c’è , utilizzando la riduzione dell’orario di lavoro. Chiediamo lavoro e se questo manca pretendiamo ammortizzatori sociali».

Tra i più numerosi in manifestazione i lavoratori della Selex, al centro del dibattito politico negli ultimi giorni per un piano esuberi che minaccia l'azienda di Sestri Ponente. Con noi si è soffermato a parlare Luca Bubba, che da anni lavora per questa azienda: «Manifestiamo per difendere il nostro lavoro, ci sentiamo sotto attacco, ci passano sopra la testa, aumentdo i cassa integrati e riducendo il posto di lavoro. Alla Selex si parla addirittura di un rischio di duemila posti persi, per questo a inizio mesi siamo scesi in piazza bloccando via Albareto per qualche ora. Marco Doria? Penso che le istituzioni abbiano interesse a non far chiudere la Selex, se chiudessimo anche noi cosa resterebbe a Genova?»

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