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Domenica, 4 Dicembre 2022
Cronaca Cornigliano / Via San Giovanni d'Acri

Ex Ilva, sciopero e corteo per le vie di Cornigliano

Dopo la scelta del gruppo di sospendere le attività in fabbrica di 145 aziende appaltatrici all'ex Ilva di Taranto: uno stop fino al 16 gennaio del 2023 che dovrebbe riguardare duemila lavoratori 

Corteo dei lavoratori dell'ex Ilva per le vie di Cornigliano nell'ambito dello sciopero di 4 ore indetto per protestare dopo la scelta del gruppo di sospendere le attività in fabbrica di 145 aziende appaltatrici all'ex Ilva di Taranto. Uno stop fino al 16 gennaio del 2023 che dovrebbe riguardare duemila lavoratori. 

Il corteo è partito nella mattinata di lunedì 21 novembre 2022, intorno alle ore nove ha attraversato la zona di via San Giovanni d'Acri, la rampa d'accesso alla strada Guido Rossa è stata chiusa per alcuni minuti e poi riaperta, inevitabili i disagi al traffico nel ponente soprattutto in via Cornigliano a partire dalle ore 10. La manifestazione si è poi conclusa alle ore 11.

I sindacati avevano annunciato la protesta in tutti gli stabilimenti del gruppo Ex Ilva (oggi ArcelorMittal) nei giorni scorsi al termine dell'incontro al ministero delle Imprese e Made in Italy sul futuro di Acciaierie d'Italia, al quale non aveva partecipato il gruppo scatenando la contestazione dei sindacati: "L'azienda non ha avuto neanche il coraggio di presentarsi al tavolo per confrontarsi e a negoziare con governo e sindacati - aveva sottolineato il leader Fiom Michele De Palma -. Noi pensiamo che sia necessario scioperare per fermare l'eutanasia dell'ex Gruppo Ilva. È necessario che Acciaierie D'Italia torni nelle mani dello Stato e si torni a ricontrattare con i sindacati il rilancio del lavoro, la tutela dell'occupazione, la tutela e la sicurezza del lavoro e l'ambientalizzazione della produzione. È questa la prima condizione perché nel futuro la siderurgia sia il riferimento strategico dell'industria del Paese".

Fim Cisl: "Pochissimi investimenti a Genova"

"È passato oltre un anno da quando il governo è entrato nella compagine azionaria di Acciaierie d’Italia immettendo oltre 400 milioni: a Genova però nessuno si è accorto di tutto questo con pochissimi investimenti nello stabilimento che potrebbe diventare invece strategico nel rilancio della siderurgia in Italia", spiegano in una nota il segretario generale Fim Cisl Liguria Christian Venzano e Nicola Appice, responsabile Rsu Fim Cisl Liguria per Acciaierie d’Italia a Genova 

"Adesso - aggiungono - da parte dello Stato è pronto un ulteriore miliardo di euro da immettere all’interno dell’azienda ma ora ci aspettiamo veramente che prenda in mano la gestione garantendo una precisa svolta che sia mirata ad un piano di rafforzamento di tutti gli stabilimenti. Non è possibile che si continui a navigare senza avere una prospettiva a media-lunga scadenza in un settore così fondamentale per il nostro paese. Qui si vive alla giornata senza un piano industriale, nel caso di Genova ci troviamo di fronte ad una situazione allarmante: lo stabilimento avrebbe bisogno di una massiccia iniezione di risorse economiche, partendo dalle manutenzioni fino agli investimenti strutturali: invece ci troviamo a gestire innumerevoli problematiche che ci impediscono di produrre come invece potremmo fare. Serve quindi una nuova governante con manager di riferimento dello Stato che possano salvaguardare e rilanciare la siderurgia nel nostro paese"

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