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Sciopero generale: si fermano sanità, trasporti e scuola

Venerdì 14 novembre sarà sciopero generale a Genova per la giornata di protesta indetta dalla Cgil in diversi settori. Annullata la mobilitazione a Chiavari e nel Tigullio in seguito all'alluvione

Confermato a Genova lo sciopero generale indetto da Cgil per venerdì 14 novembre, mentre è stato revocato a Chiavari e in tutto il Tigullio a causa dei tragici eventi che hanno colpito il levante. La Uil invece ha deciso di sospendere lo sciopero dai trasporti per via degli eventi tragici dovuti all'alluvione.

Si fermano principalmente la sanità, i trasporti (bus in primis, ma anche i treni) e le scuole, che dopo i tre giorni di chiusura dovuti all'allerta rischiano di dover far saltare nuovamente le lezioni di venerdì ai studenti.

- Sanità: non sono tantissimi i dipendenti della sanità iscritti alla Cgil, ma come sempre in caso di sciopero generale rischiano di saltare interventi programmati, visite ed esami. Resteranno funzionanti i pronto soccorso nonché le operazioni urgenti.

- Scuole: Dopo la chiusura da scuola per via dell'allerta da lunedì a mercoledì, gli studenti "rischiano" di stare senza lezioni anche nella giornata di venerdì. Alcuni asili nido e scuole materne hanno già annunciato che il servizio non sarà garantito.

- Trasporti: i maggiori disservizi, come sempre, si avranno sui trasporti. Bus fermi dalle 9.30 alle 17 (orari e modalità qui). Anche gli aeroporti subiranno disagi visto il contemporaneo sciopero del personale Alitalia dalle 12 alle 16. Revocato invece lo sciopero del personale ferroviario. «Visto lo stato di ‎pesante disagio in cui versa l'intera Regione a causa delle pesanti piogge degli ultimi giorni, abbiamo deciso di revocare lo sciopero dei lavoratori delle attivita' ferroviarie impiegati negli impianti di Genova, come già avvenuto in ogni altra simile occasione negli anni scorsi».

«Fatti salvi i servizi minimi garantiti (presidi sanitari, fasce orarie per il trasporto pubblico locale, ecc.) lo sciopero - recita il comunicato di Cgil - contro il job act e i tagli previsti in Legge di Stabilità si articolerà per l’intera giornata con diversi concentramenti e manifestazioni. Tra le motivazioni della protesta, il rifiuto al confronto da parte del Governo con le Organizzazioni sindacali sulla legge di stabilità, i contenuti recessivi della stessa, le misure penalizzanti per gli enti locali che si tradurranno o in un ulteriore spesa per i cittadini o in un taglio dei servizi, i tagli allo stato sociale, le norme introdotte relative al TFR ed ai fondi pensione. Non si prevedono misure destinate al rilancio dell’economia ed allo sviluppo di politiche industriali. Non si affronta il vero problema di questo paese: la creazione di posti di lavoro, il tutto si riduce ad un intervento teso a limitare i diritti dei lavoratori. Non diminuiscono le tipologie di contratto, vera e propria origine della precarietà e gli stanziamenti per gli ammortizzatori sociali non tengono conto della drammaticità della situazione. Nulla si prevede per una rivalutazione delle pensioni.

Nella nostra città e nella nostra provincia non si contano più le aziende che quotidianamente scompaiono e sono sempre più numerose quelle dove i lavoratori lottano per la salvaguardia del posto. Si tratta di situazioni locali, ma anche situazioni derivanti da scelte nazionali sbagliate che penalizzano il nostro tessuto produttivo.

Le aziende del Gruppo Finmeccanica, la siderurgia, il biomedicale, la ricerca, l’HITECH, le infrastrutture, l’edilizia e la salvaguardia del territorio, l’energia, il trasporto pubblico locale, pagano la mancanza di politiche di programmazione nazionale e di investimenti. Allarmante la situazione della banca locale sia per quanto riguarda i dipendenti diretti sia per le ripercussioni che il credito può avere sulle aziende del territorio. I piccoli esercizi commerciali chiudono, i grossi centri di distribuzione denunciano preoccupanti segnali recessivi. Ai dipendenti pubblici non viene da anni rinnovato il contratto di lavoro e si confrontano con Enti che perdono ad ogni finanziaria il ruolo che la stessa Costituzione assegna loro in termini di servizi sul territorio e sono sempre più in difficoltà a svolgere il ruolo di tenuta pubblica nelle aziende partecipate».

I CORTEI

- PIAZZA MASSENA (Cornigliano)

- PIAZZALE KENNEDY (Foce)

- PIAZZA CORVETTO (Centro)

- LUNGOMARE CANEPA ALTEZZA VARCO PONTE ETIOPIA (Sampierdarena)

I concentramenti avranno inizio alle ore 9.00. I cortei termineranno tutti in Piazza Caricamento con l’intervento del Segretario Generale della Camera del Lavoro, Ivano Bosco.

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