Crisi edilizia, Piredda: «Subito misure per il sostegno al settore»

Il capogruppo di Italia dei Valori in Regione presenterà la prossima settimana una risoluzione per la regolamentazione del settore, la sicurezza e la trasparenza negli appalti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - Il capogruppo di Italia dei Valori in Regione presenterà la prossima settimana una risoluzione per la regolamentazione del settore, la sicurezza e la trasparenza negli appalti. «Prioritario chiedere requisiti per l’accesso alla professione e rendere accessibili alle micro e piccole imprese locali gli appalti alle grandi opere. Una white list per le imprese virtuose che lavorano in qualità e sicurezza».

«La prossima settimana presenterò una risoluzione elaborata di concerto con associazioni di categoria e sindacati sul tema della sicurezza e della legalità negli appalti». Lo annuncia Maruska Piredda, capogruppo di Italia dei Valori in Regione in occasione dello sciopero del comparto edile di oggi in tutta la regione (per gli aggiornamenti in diretta clicca qui).

«L’edilizia è un settore trainante della nostra economia – dice Piredda – e costituisce il 6% del Pil nazionale. Oggi, purtroppo è in caduta libera a causa dei ritardi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni, che si aggirano su una media di 180 giorni, il triplo della media Ue, la difficoltà di accesso al credito da parte delle aziende, il calo delle compravendite immobiliari e i “lacci e lacciuoli” costituiti dal Patto di stabilità. Dal 2009 a oggi si è innescato, complice la crisi economica, un circolo vizioso di gare al massimo ribasso che stanno portando al collasso un settore portante della nostra economia, con migliaia di posti di lavoro persi e la totale frammentazione del settore. Tra il 2010 e il 2011 abbiamo assistito all'emorragia di posti di lavoro con un calo del 5% degli occupati in Liguria. La parcellizzazione nell'edilizia è evidente nel numero delle imprese individuali che in Liguria costituiscono l'88,7% del totale. Secondo quanto denunciato da Confartigianato Liguria, la flessione degli occupati nell’edilizia nella nostra regione tra il secondo trimestre 2011 e il primo trimestre 2012 è stata di -12,3% con una perdita di oltre 26mila posti di lavoro dipendente, del -10,7% degli indipendenti pari a oltre 21mila lavoratori autonomi in meno.

In questa critica situazione cercano di trovare spazio nuove imprese che, non filtrate da nessuna legge di accesso alla professione del comparto, generano concorrenza sleale e, non avendo minimi requisiti tecnici-morali-professionali, non portano benefici né occupazionali né di produttività. Per questo è necessario regolamentare l’accesso alla professione e introdurre sistemi premianti negli appalti, attraverso anche la realizzazione di una white list delle imprese virtuose che lavorano in qualità e sicurezza. Inoltre, dando seguito allo Small business act recepito nei mesi scorsi dalla Regione Liguria, una spinta vitale per rilanciale le piccole imprese locali potrebbe derivare dallo spacchettamento degli appalti delle grandi opere di cui è prevista l’apertura nei prossimi mesi».

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