Fridays for Future, gli studenti genovesi tornano in piazza per clima

Appuntamento alle 9 in piazza Acquaverde per dirigersi verso piazza De Ferrari. Nel mezzo, due tappe intermedie: una in via Balbi per firmare una lettera di intenti con il rettore Comanducci, e una in via Garibaldi, a Tursi, per firmare un documento approvato in consiglio

Un fiume in piena, inarrestabile, colorato e rumoroso: anche Genova è scesa in piazza in occasione del terzo sciopero per il clima organizzato dai giovani di Fridays for Future, il movimento nato da dalla protesta di Greta Thunberg, attivista 16enne che da agosto 2018 sciopera per chiedere alla politica un impegno concreto per gestire l’emergenza climatica in corso.

Fridays for Future, la manifestazione a Genova

Circa 10mila ragazzi hanno partecipato alla manifestazione e al corteo organizzati venerdì mattina per marciare per le vie del centro città e chiedere provvedimenti concreti sull’emergenza ambientale. Il serpentone di ragazzi è partito alle 9 da piazza del Principe per un corteo diretto verso Matteotti: nel mezzo due fermate intermedie, una in via Balbi, per la firma della lettera di intenti che l’Università di Genova - che patrocina lo sciopero - ha scritto nei giorni scorsi aderendo all’iniziativa, e una in via Garibaldi, a Tursi, per la firma di un altro documento, la dichiarazione di emergenza climatica votata in consiglio comunale.

Intorno alle 9.30 il lunghissimo corteo ha letteralmente invaso via Balbi, riversandosi in via Bensa e poi in via Garibaldi con slogan, cori, striscioni e cartelli decisamente originali: «Scalda la focaccia, non la terra», «Make love, not plastic», «Non distruggere i paesaggi, dipingili». Proprio in via Garibaldi, vista la mole di persone presenti, si è creato una sorta di "imbuto" che non ha reso possibile eseguire il flash mob previsto.

Il corteo ha proseguito quindi verso piazza De Ferrari e Matteotti, senza lesinare frecciate a politici e istituzioni, proprio come accaduto lo scorso 23 settembre al summit Onu sul clima a New York, quando Greta Thunberg ha preso la parola e, come sua abitudine, ha sparato a zero contro i "big" mondiali: «Avete rubato i sogni e la mia infanzia».

Fridays for Future, gli studenti rifiutano l'incontro con Toti: «Resti in ufficio a fare il suo lavoro»

Il movimento genovese di Fridays for Future non è stato da meno: rifiutando l'incontro con il governatore Giovanni Toti, lo ha invitato a «restare in ufficio a fare il suo lavoro». Toti, dal canto suo, ha sfruttato i social per lanciare un messaggio corredato da una foto in cui lo si vede affacciato al balcone del palazzo della Regione di piazza De Ferrari, sotto di sé la marea di giovani.

«Il fatto che ci sia una consapevolezza e una forte sensibilità nei giovani sui temi ambientali è molto positivo e la piazza di oggi lo dimostra: era bella, viva e piena di messaggi importanti per troppo tempo sottovalutati - ha scritto il governatore ligure - Sono passato in mezzo ai ragazzi in piazza De Ferrari andando in Regione e ho sentito questa energia positiva. Poi sono salito in ufficio, perché, come giustamente hanno detto i giovani in piazza, è l’unico posto da dove davvero noi istituzioni possiamo e dobbiamo lavorare per cambiare le cose e dove i ragazzi di “Fridays For Future” troveranno sempre le porte aperte, perché questa è una battaglia di tutti».

Video: centinaia di studenti per le strade di Genova

Le motivazioni dello sciopero

«Siamo l’ultima generazione che può salvare il Pianeta dal riscaldamento globale. Ci restano meno di 11 anni per impedire che i cambiamenti climatici in atto diventino irreversibili - spiegano i fondatori di Fridays for Future Genova - Citando la Costituzione Italiana, lo Stato deve tutelare l'ambiente e l'ecosistema, e la vita.

La politica come luogo della decisione si sta attualmente basando guardando l’economia che a sua volta si basa sulle risorse tecnologiche; il potere decisionale si è spostato sulla tecnica, alla quale è indifferente la vita umana, poiché si pone come obiettivo lo sviluppo. Che non è il progresso. Il primo è un potenziamento dell’attuale dimensione Il progresso invece, è lo stare meglio di una popolazione.

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Chiediamo alla politica che ci rappresenta, di spostare la priorità sul progresso comune. E finché questo non verrà fatto, finché non rispetterete l’esistenza, avrete resistenza».

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