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Sciopero dei benzinai dal 12 al 14 dicembre, le motivazioni

Sciopero dei benzinai da martedì 12 a giovedì 14 dicembre 2012 anche a Genova e in tutta la Liguria. Al momento i sidacati non danno garanzia dei servizi minimi, ma su questo punto non è ancora detta l'ultima parola

Genova - Sciopero dei benzinai da mercoledì 12 a venerdì 14 dicembre 2012, giorno dello sciopero dei trasporti. Al momento i sidacati Fegica-Cisl, Faib-Confesercenti e Figisc-Confcommercio non danno garanzia dei servizi minimi, ma su questo punto non è ancora detta l'ultima parola. L'obiettivo è quello di ottenere un calo di prezzi e accise e il rinnovo degli accordi con le compagnie petrolifere.

Il 6 giugno era stata l'Aci a farsi promotrice dello sciopero della benzina, ma questa volta sono i gestori dei distributori di benzina a scioperare.

Faib-Confesercenti, Fegica-Cisl e Figisc-Confcommercio «denunciano la drammatica crisi strutturale che attraversa la distribuzione carburanti e colpisce duramente le migliaia di piccole imprese di gestione, che, malgrado questo, continuano a garantire il capillare servizio di rifornimento carburanti sulla rete ordinaria e su quella autostradale, essenziali per l'intero Paese e per la mobilità dei cittadini».

Per i sindacati dei benzinai «le istituzioni e la politica, distratti e disinteressati per decenni ad un settore produttivo strategico, portano su di loro la gravissima responsabilità di avere ormai spinto alla disperazione ed al fallimento una intera categoria che denuncia un indebitamento complessivo superiore ai 300 milioni di euro».


Per Martino Landi, presidente Faib-Confesercenti: «Un atto che non può più essere rimandato, dopo tutte le promesse fatte e puntualmente disattese. Le Compagnie rinnovino gli accordi, e il Governo intervenga subito sulle accise. Per più di un anno - continua Landi - abbiamo dato fiducia all’Esecutivo e alle Compagnie. Abbiamo offerto la nostra massima disponibilità, cercando di trovare soluzioni condivise per i gravissimi problemi che affliggono la nostra categoria, schiacciata dal crollo di consumi indotto dall’abuso di accise sui carburanti e dal rifiuto delle grandi Compagnie petrolifere e di distribuzione di rinnovare gli accordi».

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