Lo sciopero autotrasportatori continua, Toti: «Decisione sciagurata e irresponsabile»

Secondo giorno di sciopero per gli autotrasportatori che puntano il dito contro le ormai note difficoltà operative quotidiane. Proseguono le trattative tra autorità portuale, aziende e sindacati

Secondo giorno di sciopero per gli autotrasportatori che puntano il dito contro le ormai note difficoltà operative quotidiane (tempi di attesa al carico/scarico dei contenitori, code dei veicoli nelle cosiddette aree buffering causate dai blocchi operativi, fermi camion tassativi per “cambi turno”). In Prefettura proseguono le trattative tra autorità portuale, aziende e sindacati, ma finora non si è arrivati a un punto di incontro. Lo sciopero prosegue insieme al presidio dei varchi merci di San Benigno, Vte e Ponte Etiopia.

Toti: «Decisione sciagurata e irresponsabile»

Contro lo sciopero si è schierato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che ha commentato: «Ho appreso con preoccupazione e disappunto la notizia dell’interruzione delle trattative e la conseguente conferma delle quattro giornate di sciopero dei lavoratori dell’autotrasporto. Una decisione sciagurata e irresponsabile che danneggia gravemente sia il Porto di Genova, sia i molti cittadini che dello scalo si servono in queste ore». 

Toti ha poi proseguito: «Quattro giornate di sciopero risultano totalmente incoerenti con il clima generale all’interno del principale scalo italiano, contraddistinto da una importante crescita di tutti i settori, interessato da importanti riforme strutturali e da significativi investimenti pubblici. Pur non sottovalutando i problemi sollevati dalle organizzazioni sindacali e all’origine dello sciopero, ritengo che i percorsi intrapresi e le soluzioni proposte siano una base assolutamente appropriata per il proseguo immediato delle trattative e per una celere sospensione della protesta». 

Per poi concludere «Intorno al Porto di Genova, al suo sistema e al suo sviluppo ruota una parte importante della crescita della nostra Regione e più in generale dell’economia italiana. Il danno provocato dal perdurare di questa agitazione risulta totalmente incoerente rispetto al costruttivo dialogo avviato da tutte le parti e da tutte le istituzioni su tutti i principali temi sul tavolo. Pertanto auspico un immediato ritorno al tavolo delle trattative, una sospensione dell’agitazione e l’avvio celere di tutte le soluzioni in via di definizione. Questo è l’unico comportamento responsabile, a meno che qualcuno non voglia giocare maliziose e inconfessabili partite diverse sulla pelle di tutti i genovesi, dei liguri e dell’economia italiana».

I sindacati: «Non ci critichi a buon mercato, non lo meritiamo»

Non si è fatta attendere la replica dei sindacati, attraverso una nota congiunta firmata da Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti Genova: «Caro Presidente - hanno scritto - , noi organizzazioni sindacali siamo soggetti responsabili che hanno dichiarato 3 giorni di sciopero (giovedì, venerdì, sabato) a nome e per conto di tutti i lavoratori camionisti genovesi che con professionalità esercitano da sempre il loro lavoro per fare in modo che il porto di Genova possa raggiungere i “famosi record” di container movimentati a scapito del tempo della loro vita famigliare e spesso con rischi di incidenti gravi e addirittura mortali. Le ricordiamo che è da febbraio 2018 che abbiamo iniziato il percorso di vertenza e di lotta per ridurre i tempi d'attesa nei vari terminal portuali. Con la mediazione intelligente dell’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona siamo giunti a una ipotetica intesa che purtroppo per problemi di rappresentanza delle controparti (Anita Confindustria) e di numerose società che non fanno riferimento alle associazioni datoriali ci impediscono ad oggi di rendere veramente esigibile l'accordo stesso. Sappia signor presidente che il nostro obbiettivo vero è la riduzione dei tempi d'attesa, ma ad oggi abbiamo ottenuto solo promesse. Ci aiuti affinché ciò si realizzi. Non ci critichi a buon mercato, noi non lo meritiamo». 

«Venerdì 13 luglio alle ore 11 siamo convocati in prefettura - hanno concluso i sindacati -  venga anche lei che sicuramente da come ha scivolato nel famoso scivolo della Costa, saprà farci scivolare in questa vertenza che per colpa di ritardi della politica, delle istituzioni e delle aziende, ci ha costretto ad effettuare di questi primi due giorni di sciopero».

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