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Sciopero Amazon, i sindacato Fit Cisl Liguria: “Basta pressioni psicologiche: la misura è colma, carichi di lavoro insostenibili”

Francesco Bottiglieri Il Segretario Regionale Fit Cisl Liguria Francesco Bottiglieri e  Mirko Filippi, Coordinatore Regionale Fit CISL Liguria Logistica Trasporto Merci e Spedizione sulle condizioni dei corrieri

“Il 22 marzo è stato indetto il primo sciopero a livello nazionale di tutta la filiera della logistica di Amazon, partendo dal personale dipendente diretto Amazon Logistica Italia passando al personale delle società di fornitura di servizi di logistica, movimentazione e distribuzione delle merci. Quindi stiamo parlando di un 300 lavoratori sulla piattaforma di Genova in totale. La misura è ormai colma e questo è frutto dell’atteggiamento di Amazon che manifesta un’indisponibilità cronica ad un confronto con le rappresentanze dei lavoratori”, spiegano in una nota Francesco Bottiglieri (Segretario Regionale Fit Cisl Liguria ) e  Mirko Filippi (Coordinatore Regionale Fit CISL Liguria Logistica Trasporto Merci e Spedizione).

I sindacallisti aggiungono: “Nel mese di luglio come Sindacati  Confederali della Liguria abbiamo provato a proporre come alle altre principali committenti operanti sul nostro territorio, anche ad Amazon la piattaforma regionale riguardante i Driver ma Amazon ha subito demandato ad Assoespressi Associazione Datoriale che avrebbe rappresentato tutti i fornitori di Amazon presenti in Liguria, ma anche qui la trattativa si è interrotta demandandola ad un tavolo Nazionale, mentre con le altre committente si andava alla chiusura dell’accordo a tutela ed incremento dei diritti e del salario dei Driver".

"Soprattutto la misura è colma e non è più accettabile la situazione che si sta vivendo per quanti riguarda i carichi di lavoro ormai diventati insostenibili con l’aumento delle spedizioni dell’ e-commerce e per le pressioni psicologiche a cui i lavoratori, in primis i driver, sono sottoposti quotidianamente. Basti pensare che il loro orario di lavoro impostato sette giorni su sette, i percorsi, l’ordine delle consegne sono organizzati da un freddo algoritmo che spesso e volentieri costringe questi lavoratori a saltare il pasto e trattenere i propri bisogni fisiologici per ore e ore, facendo correre nel vero senso della parola i lavoratori meno esperti, non facendo mancare i questo modo i danni ai mezzi che ricadano sulle spalle di questi lavoratori. In ultimo ma non per importanza la presenza di moltissimi, anzi troppi contratti di lavoro precari che hanno solamente lo scopo di tenere in soggezione i lavoratori che per lo più delle volte sono giovanissimi e appena affacciatisi al mondo del lavoro"

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