Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Sciopero 8 marzo: a rischio scuola, treni e bus

Disservizi e disagi potrebbero verificarsi nelle scuole di ogni ordine e grado, nel settore della sanità e in quello dei trasporti

Le sigle sindacali Cub, Slai Cobas per il sindacato di classe, Confederazione Usb, Si Cobas, Usi, Cobas sanità e ricerca hanno proclamato uno sciopero generale di tutti i settori pubblici e privati per l'intera giornata di lunedì 8 marzo 2021.

Disservizi e disagi potrebbero verificarsi nelle scuole di ogni ordine e grado, nel settore della sanità e in quello dei trasporti.

Amt e Atp non hanno ancora comunicato le fasce orarie in cui bus e metropolitana saranno garantiti. Per quanto riguarda i treni, i dipendenti del Gruppo FS Italiane incroceranno le braccia dalle 21 di domenica 7 alle 21 di lunedì 8 marzo.

Asl3 assicurerà, negli ospedali e nelle strutture sanitarie territoriali di propria competenza, il rispetto delle norme di legge sulla garanzia dei servizi pubblici essenziali e delle emergenze, per ridurre il più possibile eventuali disagi alla cittadinanza.

In particolare verranno garantiti i servizi di emergenza e di pronto soccorso; potranno invece subire interruzioni e sospensioni le attività prenotate e programmate.

Sciopero 8 marzo 2021, le ragioni della protesta

  • Contro la forma di controllo classista e familista riproposto dalla struttura del reddito di cittadinanza.
  • Contro la violenza di genere.
  • Contro le politiche di austerity che impoveriscono i lavoratori e discriminano donne e immigrati.
  • Per il diritto al lavoro, a salari e carriere senza discriminazioni, soprattutto per le donne, attraverso la riduzione dell’orario di lavoro, con aumento di salario e la stabilizzazione dei contratti.
  • Per una pensione dignitosa a 60 anni di età o, in alternativa, 35 anni di contributi per tutte e tutti, senza decurtazioni che di fatto discriminano i redditi bassi e le donne.
  • Per un welfare pubblico ed universale che restituisca dignità a tutti e soprattutto alle donne, liberandole dal ricatto della gestione della famigli.a
  • Per la salvaguardia dei diritti nel lavoro agile: privo di regolamentazione, il lavoro presso il domicilio ha rappresentato solo intensificazione dei ritmi di lavoro, senza veri vantaggi sulla conciliazione dei tempi.
  • Per la proroga della moratoria sui licenziamenti: oltre il 70% dei posti di lavoro persi nell’ultimo anno erano occupati da donne.
  • Per la tutela della salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, nell’anno in cui la pandemia ha aumentato gli infortuni delle donne e mostrato la vulnerabilità di un sistema sanitario e sociosanitario, in cui il taglio dei costi è stato perpetrato negli ultimi anni.

Articolo in aggiornamento

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