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Sciopero venerdì 20 luglio 2012, trasporti bus sospesi per 4 ore

Gli orari dell'astensione al lavoro per il personale Amt sono a cavallo della pausa pranzo. Vetture Atp ferme dalle 10 alle 14. Ecco nel dettaglio orari e modalità con cui i bus si fermano

Genova - Le organizzazioni sindacali Faisa, Cisal avevano dichiarato uno sciopero regionale dei trasporti di 4 ore per la giornata del 24 luglio 2012. La protesta è stata fatta confluire nello sciopero nazionale di 4 ore di venerdì 20 luglio 2012.

Lo sciopero degli autobus del 20 luglio vuole: dare un'immediata risposta alle associazioni delle lavoratrici e dei lavoratori del tarsporto pubblico locale che, ad oggi, si vedono privati del diritto a rinnovare il contratto nazionale di categoria; chiedere la rapida approvazione della nuova legge regionale che contenga nuovamente la clausola sociale a tutela dei lavoratori.

Ecco orari e modalità della protesta:

Amt
Personale viaggiante e graduato: dalle ore 11.30 alle 15.30.
Personale addetto alla manutenzione operante sui turni: dalle ore 11.30 alle 15.30.
Personale addetto alla manutenzione operante su turno intermedio: la seconda parte del turno.
Personale amministrativo operante su turno unico: le ultime 4 ore del turno.
Personale amministrativo operante su turno intermedio: la seconda parte del turno.
Personale esentato: come da accordi vigenti.

Ferrovia Genova Casella - Genova:
Personale viaggiante e graduato: dalle ore 11.30 alle 15.30.
Restante personale: la seconda parte del turno.
Personale esentato: come da accordi vigenti.

ATP Service Srl - Carasco (Genova)
Personale viaggiante e graduato: dalle 10.30 alle 14.30.
Personale operaio e impiegati: ultime 2 ore del turno.
Personale delle biglietterie: dalle 10.30 alle 14.
Personale esentato: come da accordi aziendali vigenti.

Di seguito la nota diffusa dai sindacati.

In Italia, per la quasi totalità, il TPL versa in uno stato di gravissima difficoltà a causa delle già insufficienti risorse pubbliche ad esso destinate, che vengono ancora drasticamente ridotte dalla recente norma del Governo Monti (c.d spending review) nella misura di 700 MLN di € nel 2012 e di 1 MLD di € per il 2013 che impatteranno proporzionalmente sulle Regioni le quali, a loro volta, dovranno tagliare nuovamente i finanziamenti anche al nostro settore, con l'effetto di mettere definitivamente in ginocchio le aziende con pesantissime ricadute a carico sia dei lavoratori che dei cittadini.

A questo si aggiunge la vertenza sul CCNL della Mobilità che si avvia, nei prossimi giorni, alla definitiva conclusione per la parte relativa al percorso del CCNL Mobilità delle Attività Ferroviarie, mentre per quella del TPL, dopo oltre 30 mesi di faticose quanto inutili trattative, la posizione delle controparti datoriali Asstra ed Anav, indisponibili a qualsiasi soluzione, ne ha determinato uno strumentale e pericoloso ritardo che di fatto vanifica l’intero progetto per il salvataggio ed il rilancio del TPL su gomma e ferro, di cui il CCNL è il fulcro.

A conferma di quanto sopra, l’ultimo arrogante atto delle AA.DD., si è concretizzato con il recesso dal Protocollo d'intesa del 14/5/09 per la costruzione del Contratto Unico della Mobilità che rappresenta un’ulteriore provocazione alla categoria: nega il diritto al rinnovo del CCNL, scarica, ancora una volta, su spalle altrui, il dovere delle imprese del settore di farsi carico dell’onere del rinnovo contrattuale, nascondendosi dietro la drammatica situazione del TPL per meri interessi di bottega e per perpetuare uno “status quo” non più sostenibile.

Nella nostra regione la situazione non è migliore anzi, per iniziativa della Provincia di Imperia, la nuova Legge sul TPL in Liguria che dovrebbe costituire il bacino unico e l'azienda unica regionale, è stata sottoposta al parere dell'Autorità Garante della libera concorrenza e del libero mercato, che ha espresso un parere, anche se non vincolante, negativo sull'impianto legislativo, ponendo l'accento su 4 articoli che a loro modo di vedere limiterebbero la libera concorrenza.

La Regione recependo in toto il parere dell'Autorità, ha quindi provveduto alla cancellazione di 4 articoli dal testo originario compreso quello della c.d. "clausola sociale" che, dal 2001, rappresenta per i lavoratori Autoferrotranvieri liguri la garanzia occupazionale, contrattuale e salariale in caso di sostituzione del soggetto gestore e che ha visto nella giornata di ieri le Segreterie regionali delle scriventi OO.SS., nell'audizione con la IV Commissione consiliare regionale, contestare pesantemente:

- l'ulteriore rallentamento dell'iter approvativo della nuova Legge;
- il ritardato avvio del processo di negoziazione del regolamento attuativo e dell'Accordo di programma
- la cancellazione della clausola sociale, richiedendo la sua reintroduzione, al pari di altre regioni che
l'hanno invece inserita nelle loro Leggi sul TPL di recente approvazione.

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