Cronaca

Inchiesta su Scarpino: dirigenti prosciolte, rischio prescrizione sugli altri reati

Al termine dell'udienza preliminare è stata prosciolta dalle accuse Cecilia Brescianini, coordinatrice del sito, mentre la collega Paola Fontanella non dovrà più rispondere di abuso d'ufficio. Rinviato a giudizio l'ex direttore di Amiu

Svolta nell’inchiesta sulla gestione della discarica di Scarpino, che vede indagate 7 persone: al termine della prima udienza preliminare che si è tenuta a palazzo di giustizia, una sentenza ha stabilito il totale proscioglimento per Cecilia Brescianini, dirigente della Provincia e coordinatrice del commissariamento del sito, e il proscioglimento dall’accusa di abuso di ufficio, quella più grave, anche per la dirigente della Provincia Paola Fontanella.

L’ex direttore di Amiu, Pietro D’Alema, è stato invece rinviato a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sullo sversamento di percolato. La prima udienza è fissata per il 13 ottobre, ma c’è il rischio che i reati vadano in prescrizione.

Secondo la tesi del pubblico ministero Walter Cotugno, che nell’agosto del 2015 aveva chiesto il rinvio a giudizio per 7 persone, tra cui anche Carlo Sacco, direttore della discarica, Paolo Cinquetti, responsabile dei laboratori di analisi, e Maurizio Balleari, coordinatore delle attività tecniche, in un periodo che va dal 2011 al 2014 Scarpino sarebbe stato teatro di molteplici violazioni nel ciclo di smaltimento dei rifiuti, dal momento dell’ammissione in discarica all’assenza di analisi e trattamento preventivo passando per l’assenza di autorizzazioni e lo sversamento del percolato nella rete fognaria.

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