Sacche di sangue scambiate al San Martino: il Nas apre un'inchiesta

Ancora un passo falso nella gestione delle trasfusioni: una paziente ha ricevuto una sacca che non era destinata a lei, fortunatamente compatibile dal punto di vista del gruppo sanguigno

Sta bene la paziente che nei giorni scorsi ha ricevuto una sacca di sangue che non era destinata a lei al San Martino. La conferma arriva dalla direzione sanitaria dell’ospedale cittadino, che si è attivata per ricostruire l’esatta sequenza di avvenimenti che hanno portato allo scambio e per collaborare con i carabinieri del Nas, che hanno avviato un’indagine.

Alla donna, ricoverata in un reparto del Monoblocco, è stata trasfusa per errore una sacca di sangue destinata a un altro paziente. Fortunatamente i gruppi sanguigni erano compatibili - B positivo - e non vi sono state conseguenze sulla salute, ma si tratta del secondo errore commesso all’interno dell’ospedale dopo lo scambio di sacche di staminali avvenuto a metà ottobre, su cui era già stata aperto un procedimento disciplinare interno.

«Siamo prossimi all’audit interno alla presenza dei professionisti coinvolti in questa criticità - ha detto Franca Martelli, neo direttore Sanitario dell’Ospedale Policlinico San Martino - sono stati evidenziati degli errori umani su cui faremo ulteriori e accurate valutazioni. Vanno preservati i percorsi e non va persa la fiducia del cittadino nella nostra struttura, il paziente e la sua salute devono venire prima di ogni altra cosa».

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

In seguito all’episodio dello scambio di sacche di staminali, l’ospedale aveva deciso di avviare la completa revisione del percorso organizzativo e delle procedure operative del centro manipolazione cellule staminali, con la supervisione di un esperto del settore proveniente dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, uno dei principali centri nazionali sulle cellule staminali. In quel caso il paziente si era dovuto sottoporre a un nuovo ciclo di chemioterapia per “ripulirsi” delle cellule trasfuse.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Cade nel fiume e batte la testa, muore nel trasporto in ospedale

  • Spesa da 150 euro all'Ipercoop, ma cerca di uscire pagandone solo 10

  • L'uomo più anziano della Liguria compie 108 anni

  • Incidente in Sopraelevata, grave scooterista: traffico bloccato

  • Coronavirus, solo 17 nuovi contagi nelle ultime ore

  • Come distinguere una vipera, e cosa fare in caso di morso

Torna su
GenovaToday è in caricamento