menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Savignone, il sindaco chiede l'elemosina contro i tagli ai Comuni

Provocatoria iniziativa di Antonio Bigotti, primo cittadino del piccolo paese della Vallescrivia, che il prossimo lunedì si trasformerà in mendicante appostandosi davanti alla cattedrale di San Lorenzo per chiedere fondi

Per una giornata si trasformerà in un mendicante, appostandosi davanti alla cattedrale di San Lorenzo per chiedere l’elemosina e sensibilizzare così l’opinione pubblica sui tagli operati dal governo Renzi alle piccole amministrazioni comunali.

È questa la provocatoria iniziativa lanciata da Antonio Bigotti, sindaco di Savignone, che il prossimo lunedì lascerà la Vallescrivia alla volta del capoluogo ligure per tutelare il piccolo comune che amministra ormai da due mandati consecutivi: «Il mio gesto è finalizzato a far sapere alla gente cose non sa. Qui non si tratta di tagli, ma di veri e propri furti - spiega Bigotti - Il governo ha istituito una sorta di salvadanaio, l'ha chiamato fondo di solidarietà comunale, in cui convergono tutti i fondi che vengono poi redistribuiti tra i Comuni con criteri senza senso, e senza proporzione. Il Comune di Savignone dovrebbe avere circa 500mila euro, e in realtà ne riceve 12mila. Crocefieschi è messa ancora peggio, non ha ancora ricevuto nulla, al contrario di comuni grandi come Genova, Torino o Napoli. È un foraggiamento da parte di piccoli comuni verso quelli grandi, che oggi si dichiarano poveri perché non hanno saputo amministrare correttamente. A oggi mi ritrovo a dover aumentare le tasse ai miei cittadini, e anche ai turisti, tassando la seconda casa, per vedere i proventi dell'imposizione fiscale finire in un calderone in cui i comuni che beneficiano del fondo sono 1500 su oltre 8000».

A inasprire ulteriormente la situazione, il fatto che Savignone, così come altri 8 comuni della Vallescrivia, stia ancora facendo i conti con gli ingenti danni provocati dall'alluvione dello scorso autunno: «Non abbiamo neppure i soldi per mettere una toppa per terra. Abbiamo un danno inizialmente quantificato in 700mila euro, l'80% dei quali ce li ha forniti la Regione, ma a oggi la cifra è salita a un milione di euro. Per far quadrare i conti siamo costretti a chiedere dei mutui, che pagheranno i cittadini. Io non protesto contro le istituzioni, poco importa che al governo ci sia destra o sinistra, protesto per un'ingiustizia. Siamo delusi». Uno sconforto sfociato in un gesto provocatorio, che mira ad attirare soprattutto l'attenzione del sindaco Marco Doria, perché «Genova è una delle città che riceve di più, mentre a Savignone lottiamo per far quadrare i conti, e ci avviciniamo alla redazione dei bilanci. Questo fondo di solidarietà deve essere utilizzato in maniera più oculata».

L’iniziativa, cui Bigotti spera aderiranno molti colleghi, anche se «siamo in campagna elettorale, e le cose si fanno più difficili», ha già incassato il sostegno di Francesco Bruzzone, capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale, che ha fatto sapere che il prossimo lunedì sarà al fianco di Bigotti: «È una protesta giusta e sacrosanta, contro i tagli di un Esecutivo che mette in seria difficoltà le amministrazioni dei comuni, a cominciare dalle piccole realtà dell'entroterra, trascurate e dimenticate dall'esecutivo nazionale».

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Coronavirus

Coronavirus, Bassetti: «È iniziata terza ondata, temo farà male»

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

GenovaToday è in caricamento