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Savignone: tre scuole chiuse per rischio sismico

Dopo il terremoto ad Amatrice, clamorosa decisione del sindaco Antonio Bigotti: "Mancano i fondi per gli interventi alle strutture"

Fa discutere la scelta del primo cittadino di Savignone, nell'entroterra genovese, di non aprire tre scuole del suo paese a causa della mancanza di soldi. Si tratta di una scuola materna e due elementari: 200 bambini resteranno a casa fino a quando la situazione non verrà risolta. 

I fondi servono per alcuni interventi relativi ai criteri antisismici e, dopo quanto avvenuto in centro Italia con il devastante terremoto ad Amatrice, Antonio Bigotti ha manifestato chiaramente la sua intenzione: "Io non apro le scuole - ha detto il sindaco ai microfoni del Tg3 - Lo Stato non ci ha dato i fondi, serve circa un milione di euro". Molti residenti criticano la chiusura degli istituti parlando di precauzioni esagerate e di eccesso di burocrazia, anche in considerazione del basso rischio sismico della zona. Ma c'è anche chi difende il sindaco, definendo la sua scelta una protesta per sensibilizzare sul problema dei tagli agli enti locali

Bigotti, che a maggio si era fatto notare per aver chiesto l'elemosina davanti a San Lorenzo a Genova, ora rischia di dover rispondere di interruzione di pubblico servizio: "Mi difenderò girando la denuncia allo Stato" ha replicato il sindaco.

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