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La protesta di Spinella finisce dietro le sbarre

Dopo aver minacciato di darsi fuoco in Comune ed essere salito su un traliccio dell'alta tensione, Santo Spinella è tornato nell'appartamento di via della Benedicta al Cep da cui era stato sfrattato. All'arrivo della polizia la situazione è degenerata

Genova - Non gli è bastato balzare per ben due volte, nel giro di un mese, agli onori delle cronache cittadine, perché resosi protagonista di due eclatanti episodi di protesta. Il primo irrompendo negli uffici del Comune dove, con una bottiglia di benzina, aveva minacciato di darsi fuoco, il secondo arrampicandosi su un traliccio dell’alta tensione, poiché privato dell’appartamento.

Questa volta Santo Spinella, 57enne di origini siciliane, ha pensato bene di barricarsi all'interno dell’abitazione, che aveva già occupato abusivamente in via della Benedicta al Cep, impedendo così l’intervento del personale dell’Arte. Il siciliano, visto che la porta d’ingresso era stata murata, si è introdotto all’interno della casa attraverso il poggiolo, dopo aver forzato la tapparella in plastica e rotto il vetro della portafinestra.

Sul posto, a seguito della telefonata fatta al 113 dall’Ispettore dell’Agenzia Regionale Territoriale Edilizia Agevolata, sono state inviate due pattuglie della polizia. Recuperata una scala, gli agenti hanno raggiunto il terrazzo e proprio mentre si accingevano a entrare, davanti a loro si è materializzato l’individuo che, brandendo un pezzo di vetro, ha minacciato di tagliarsi le vene.

Gli uomini in divisa hanno proceduto ad avviare una mediazione con il noto personaggio, allertando nel frattempo sia il 118 che i vigili del fuoco. Il soggetto, dopo pochi minuti, ha interrotto la trattativa, ha afferrato un mobiletto scagliandolo verso la porta a vetri e si è spostato in un’altra stanza, urlando le sue intenzioni autolesionistiche.

A quel punto, non avendo più a vista la persona, gli agenti hanno deciso di entrare nell’alloggio proprio mentre questi faceva ritorno, spingendo un altro mobiletto in direzione degli operatori. Ne è nata una vigorosa resistenza tra le guardie e l’uomo, durante la quale un ispettore di polizia si è procurato una ferita lacero contusa alla fascia muscolare del polpaccio destro, giudicata guaribile in giorni 20 dal pronto soccorso dell’ospedale San Carlo di Voltri.

L’occupante abusivo, dopo esser stato bloccato dagli uomini in divisa, ha accusato un malore e per questo accompagnato presso l’ospedale Galliera, dove è rimasto piantonato in attesa di essere tratto in arresto per i reati di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale, danneggiamento ed invasione di terreni o edifici.

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