Santa Margherita, nuovo giro di vite contro la movida fuori controllo

Un'integrazione dell'ordinanza sulla somministrazione di alcolici prevede che i locali chiudano dalle 3 alle 6. Il sindaco Donadoni: «Non tollereremo atteggiamenti violenti o delinquenziali»

Il Comune di Santa Margherita Ligure stringe ancora più la morsa intorno alla movida fuori controllo. Dopo interventi e denunce per risse e atti vandalici, il sindaco Paolo Donadoni ha ulteriormente integrato l’ordinanza con cui aveva stabilito il divieto di vendere bevande alcoliche da asporto tra le 20 e le 7, stabilendo la chiusura dei locali dalle 3 alle 6.

L’allarme è scattato alla luce degli episodi che hanno avuto per protagonisti alcuni giovanissimi durante la movida, sopratutto quella del weekend, quando frotte di giovani raggiungono la cittadina del Tigullio per trascorrere la serata. In alcuni casi il divertimento è sfociato in violenza, con quattro fogli di via e divieto di ritorno sul territorio del Tiglullio per altrettanti ragazzi: «Da quanto ci è stato riportato dalle Forze dell'Ordine - ha detto Donadoni - gli episodi in questione sono da ritenersi occasionali: Santa Margherita Ligure è stata palcoscenico di bravate organizzate da alcuni gruppi di giovanissimi provenienti da fuori regione che hanno sfidato giovani del Golfo Tigullio».

Donadoni ha nuovamente partecipato a un vertice con Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, integrando l’ordinanza dopo un confronto con i rappresentanti dei commercianti «con l’auspicio condiviso che tale ordinanza possa essere da subito efficace e risolutiva per garantire una atmosfera che meglio si addice a Santa Margherita Ligure: per i residenti, per i turisti e per le attività commerciali stesse», fanno sapete dal Comune. Proprio da Ascom era arrivato l’appello a una movida più sana, condiviso da Donadoni: «Non siamo disposti ad accettare atteggiamenti maleducati o addirittura delinquenziali - aveva detto Donadoni - ho scritto al prefetto, avremo un atteggiamento fermo e immediato per chiarire che le nostre energie le stiamo mettendo per una corretta ripartenza, non vogliamo doverci dedicare a situazioni che danneggiano l’impegno di tutti».

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