Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

Sanità, presentato il piano 'Restart'; i sindacati: "Rischio ulteriori privatizzazioni"

Il piano prevede investimenti per 64 milioni di euro, di cui 24 già disponibili per il quarto trimestre 2021 e i restanti che verranno stanziati nella prossima Legge di Bilancio per essere spesi entro il primo semestre 2022

Nel pomeriggio di mercoledì 4 agosto 2021 è stato presentato, al Palazzo della Borsa, il piano di rilancio del sistema sanitario regionale dal titolo Restart Sanità Liguria.

"L'obiettivo primario - spiega il presidente e assessore alla Sanità Giovanni Toti - è smaltire le liste di attesa e recuperare tutte le attività sanitarie, che, a causa della pandemia, sono state ridotte o sospese, mentre gli ospedali, le strutture sanitarie e tuti gli operatori della Liguria erano impegnati, 24 ore su 24, nel reggere l'onda d'urto del covid. L'obiettivo di medio e lungo periodo è invece quello di abbattere i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie e ridurre la cosiddetta mobilità in uscita, ovvero le fughe dei pazienti liguri che scelgono di curarsi fuori dai confini regionali, creando dei poli specializzati che incrementino la capacità attrattiva della sanità ligure".

La riorganizzazione delle realtà ospedaliere per far fronte alla fase più acuta della pandemia ha impattato in particolare sulle attività chirurgiche e ambulatoriali, con conseguenze più significative per i pazienti con patologie cardiovascolari, oncologiche, ortopediche: "si tratta - prosegue Toti - delle aree più penalizzate dal covid, che saranno quindi le prime su cui andremo a intervenire. Il piano Restart Sanità vuole dare ai cittadini liguri una risposta concreta, concentrandosi innanzitutto su quelle persone che, per le patologie di cui soffrono, sono state più penalizzate dalla pandemia".

Il piano prevede investimenti per 64 milioni di euro, di cui 24 già disponibili per il quarto trimestre 2021 e i restanti che verranno stanziati nella prossima Legge di Bilancio per essere spesi entro il primo semestre 2022. I fondi avranno come destinazione esclusiva la sanità pubblica.

"Queste risorse - aggiunge il presidente della Regione Liguria - serviranno per riorganizzazione e per potenziamenti strutturali, con l'obiettivo di individuare una serie di centri specialistici che si concentreranno su determinate attività e, in questo modo, prima riassorbire le liste di attesa e, in futuro, cambiare il segno del saldo della mobilità da negativo a positivo".

È inoltre prevista una serie di interventi a livello normativo, di semplificazione e alleggerimento burocratico per agevolare lo svolgimento della libera professione intramoenia, in modo da avviare un'azione coordinata che prevede, assieme al potenziamento dell'offerta, anche una maggiore incisività nel gestire i percorsi clinico-organizzativi e maggiore sinergia tra i professionisti e le strutture presenti sul territorio.

"Restart Sanità è un piano ambizioso e allo stesso tempo necessario – conclude Toti – reso anche possibile dalla conclusione, con il bilancio 2020, del percorso di recupero del disavanzo in sanità, ereditato nel 2015 dall'amministrazione precedente. L'azzeramento del disavanzo, con due anni di anticipo, è un risultato di grande rilievo, una promessa mantenuta, che consente di utilizzare le risorse della fiscalità regionale, i soldi dei cittadini, non più per ripianare il disavanzo ma per realizzare questo piano di rilancio e potenziamento e nel prossimo futuro nel migliorare ulteriormente i servizi”".

Critici i sindacati

"Il progetto Restart rischia di essere un'occasione mancata per avviare nella nostra regione un nuovo modello della sanità ligure - dichiarano Fulvia Veirana, Luca Maestripieri e Mario Ghini, segretari generali rispettivamente di Cgil, Cisl e Uil Liguria -. La presentazione annuncia stanziamenti cospicui in sanità che rischiano di essere focalizzati in gran parte su ulteriori privatizzazioni. Nessun cenno alle assunzioni dei lavoratori nella sanità pubblica e nessuna progettazione del potenziamento della sanità territoriale, che, come ci ha insegnato il covid, è lo strumento migliore per garantire buona sanità".

"Proprio in funzione del progetto e delle ricadute che il Pnrr potrà avere sulla sanità Ligure, si apra subito un confronto confederale, che permetta, a tutti noi, di poter discutere un nuovo modello di sanità Ligure che sia in grado di portare risultati e opportunità ai cittadini - concludono i sindacati. Se si vuole creare una sanità di qualità, si apra davvero una discussione, Cgil Cisl e Uil sono pronti".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sanità, presentato il piano 'Restart'; i sindacati: "Rischio ulteriori privatizzazioni"

GenovaToday è in caricamento