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Rapinarono e sequestrarono pensionata a San Teodoro, presi grazie al telefonino

Arrestati un 50enne genovese e un 22enne di origini albanesi identificati come gli autori della violenta rapina dello scorso 27 aprile, quando avrebbero irruzione nell'appartamento di un'anziana donna invalida legandola e picchiandola selvaggiamente

Sono finiti in manette i due rapinatori che la notte del 27 aprile scorso avevano fatto irruzione nell’abitazione di un’anziana donna in via Lugo, nel quartiere genovese di San Teodoro, e dopo averla legata e percossa le avevano sottratto contanti e gioielli prima di darsi alla fuga.

Le indagini, coordinate dal dirigente della Squadra Mobile della Questura, Annino Gargano, hanno portato all’arresto di un 50 enne genovese e un cittadino albanese di 22 anni, entrambi senza fissa dimora. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, i due malviventi si erano introdotti nella casa della pensionata, affetta anche da problemi di deambulazione, in piena notte attraverso la finestra della cucina, sorprendendola a letto. La donna era stata quindi ripetutamente percossa con schiaffi e pugni al volto e alla testa per spingerla a dire dove tenesse contanti e oggetti preziosi, che i due si erano affannati a cercare all’interno della camera da letto mettendola a soqquadro. Il bottino era stato di 500 euro in contanti, due orologi da donna, diverse catenine d’oro, anelli e persino la fede nuziale.

Successivamente i due rapinatori avevano legato i polsi e le caviglie della donna con nastro da pacchi, lo stesso usato per tapparle la bocca, prima di darsi alla fuga. A mettere gli inquirenti sulle loro tracce, il fatto che i due abbiano deciso di portare via anche il telefonino della vittima, successivamente utilizzato per fare tre chiamate al 118 per chiedere soccorso, le prime due fatte da un uomo con accento italiano, la terza da una persona con accento dell’Est. A tradirsi è stato il 50enne genovese, che in precedenza aveva vissuto nello stesso palazzo della donna aggredita, che nella concitazione del momento ha dato agli operatori del 118 il suo ex indirizzo.

Immediate le indagini da parte degli agenti della sezione reati contro il patrimonio, che sin da subito hanno concentrato l’attenzione sul 50enne genovese, già noto alle forze dell’ordine per precedenti molto simili, anche se non così efferati. A confermare la sua presenza nell’abitazione della vittima è stata un’impronta digitale trovata dalla Scientifica su un’anta dell’armadio nella camera della donna, dove è stata trovata anche un’altra impronta appartenente invece al 22enne albanese, anche lui con precedenti penali.

Confermate le identità dei due malviventi, il pm Federico Manotti ha richiesto un’ordinanza di misura cautelare concessa dal gip Nicoletta Bolelli, e gli agenti della Questura dopo un controllo a tappeto hanno localizzato e arrestato il 50enne genovese su un’autobus nella zona di Begato, quartiere dove vive la sorella, e il 22enne albanese a Lagaccio, dove era ospite a casa di un’amica.

Su entrambi pendono le accuse di sequestro di persona aggravato, lesioni personali pluriaggravate e rapina aggravata, ma il filone d’indagine prosegue per stabilire se alla rapina abbiano preso parte altre persone e soprattutto se i due abbiano già messo a segni altri colpi in passato.

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