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Cronaca San Fruttuoso / Largo Rosanna Benzi

L'ospedale San Martino sospende gli interventi chirurgici per carenza di infermieri

"Un anno fa la Giunta parlava di Restart Liguria e azzeramento delle liste d’attesa, oggi il San Martino alza bandiera bianca: siamo di fronte al fallimento politico della gestione sanitaria di Toti e della destra", attacca il Partito democratico

I consiglieri del Gruppo regionale del Partito democratico criticano aspramente il blocco per tre mesi degli interventi programmati all'ospedale San Martino. "La sospensione per tre mesi degli interventi chirurgici programmati al San Martino perché mancano gli infermieri è di una gravità inaudita - attaccano i dem -, l'ennesima prova della situazione disastrosa in cui versa la sanità pubblica in Liguria, le cui responsabilità politiche sono di Toti e della destra".

"In questi anni, nonostante gli appelli di medici e operatori sanitari, la Giunta ha solo cercato di spostare il problema - dichiarano i consiglieri regionali del Partito Democratico -, dirottando soldi e pazienti sul privato, senza intervenire sugli ospedali, che oggi sono al collasso nonostante l'impegno di medici e operatori sanitari. Solo al San Martino mancano 230 infermieri, e il direttore generale parla di una pesante carenza di anestesisti, tecnici di laboratorio e radiologia".

"C'è sicuramente una difficoltà nazionale sull'assunzione di personale - osservano i consiglieri Pd - ma in Liguria la situazione è ancora più grave visto che durante la pandemia le altre Regioni assumevano personale e noi no. E anche il concorso per infermieri bandito quest'anno si è rivelato tardivo e insufficiente e il provvedimento che l'ospedale San Martino è stato costretto ad approvare ne è la dimostrazione. La selezione andava avviata almeno due anni prima per non trovarsi oggi in queste condizioni".

"Un anno fa la Giunta Toti parlava di Restart Liguria e azzeramento delle liste d'attesa, un anno dopo il San Martino, il principale ospedale della Regione, alza bandiera bianca e dice che può fare solo gli interventi urgenti ed è costretto a rinviare quelli programmati per carenza di personale. Non riuscendo a garantire cure adeguate e tempestive a tutti. Siamo di fronte al fallimento politico della gestione sanitaria di Toti e della destra: una sanità pubblica allo sbando e al collasso", conclude il Gruppo consiliare del Pd.

La replica della Regione

"Nessun blocco degli interventi chirurgici nell'area metropolitana genovese, bensì una riprogrammazione che renda più efficienti le strutture ospedaliere della città e riduca i tempi di attesa. In un'ottica di sempre maggiore sinergia e collaborazione fra le strutture dell'ospedale policlinico San Martino e i presidi ospedalieri di Asl3 e gli altri presidi della città, le operazioni chirurgiche di alta, media e bassa intensità sono oggetto già in queste ore di una nuova programmazione, al fine di rendere più efficienti le strutture operatorie dei singoli nosocomi. Per far fronte alla ormai endemica carenza di personale nel sistema sanitario a livello nazionale e al fine di ridurre le liste di attesa, che risentono ovviamente degli effetti della pandemia, ma anche per ottimizzare le risorse umane, professionali e logistiche si sta infatti procedendo ad ampliare sempre di più quella politica di collaborazione e sinergia già in atto da molti mesi tra le aziende, come ad esempio quella tra Galliera e Asl 4 per Ortopedia, tra Galliera e Asl1 per Urologia, tra San Martino e Asl3 per Ginecologia, tra Asl2, Università e San Martino per Anestesia e Rianimazione".
Così il presidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria dopo la riunione convocata con i vertici del Policlinico, di Alisa e di Asl3.

"Stupisce ancora una volta - aggiunge il presidente - che lo sforzo di rendere maggiormente produttive e più aderenti alle richieste dei cittadini le nostre strutture ospedaliere possa essere colto come notizia negativa, e stupiscono le polemiche di fronte a ogni operazione di razionalizzazione di un sistema che deve ovviamente tener conto anche della presenza del covid, come della difficile situazione dal punto di vista del reclutamento di professionalità ma che, nonostante questo, non vuole rinunciare a dare risposte sempre più celeri e coerenti ai bisogni dei cittadini, partendo da quelli che necessitano di cure più urgenti. Per quanto riguarda il personale, è necessario infine ricordare che si stanno concludendo le procedure del concorso per gli infermieri e gli Oss: tra poche settimane, le aziende, compreso il Policlinico, potranno attingere alle graduatorie e procedere all'assunzione di 700 infermieri e 274 Oss a tempo indeterminato".

"Regione Liguria ha stabilito un modello efficace che è quello dell'ospedale diffuso - aggiunge il direttore generale di Alisa Filippo Ansaldi - così come avvenuto per la collaborazione attivata nella chirurgia ortopedica tra il Galliera e Asl4. Anche in questo caso vengono messe a fattor comune le risorse umane, tecnologiche e logistiche per dare risposte ai bisogni di salute cittadini in una logica di rete".

"Gli interventi non sono calati rispetto al 2019, pre-covid: ad esempio in chirurgia toracica - spiega il direttore generale del Policlinico San Martino Salvatore Giuffrida - nei primi sei mesi del 2019 abbiamo effettuato 174 interventi a fronte dei 218 effettuati nel primo semestre del 2022. In chirurgia vascolare, gli interventi effettuati nei primi sei mesi del 2019 sono stati 556 a fronte dei 615 dei primi sei mesi di quest'anno. Dobbiamo assumere 200 infermieri e abbiamo una carenza, qui come in tutta Italia, nelle discipline di Anestesia e Medicina d'urgenza su cui a livello nazionale non vengono garantiti i professionisti di cui il sistema sanitario ha bisogno. Ritengo che il Policlinico San Martino debba concentrarsi su tutta l'alta complessità, dalla cardiochirurgia alla neuroradiologia con la gestione degli ictus, alla neurochirurgia".

"La collaborazione tra le aziende liguri, e nello specifico quelle dell'area metropolitana genovese, rappresenta una risposta alle reali necessità della popolazione, soprattutto quella afflitta dalle patologie più gravi - precisa il direttore generale della Asl 3 Luigi Carlo Bottaro -. Le difficoltà organizzative, anche temporanee, delle singole aziende devono trovare obbligatoriamente risposte nel servizio sanitario regionale, nel rispetto innanzitutto del cittadino e, contestualmente, delle singole professionalità del sistema stesso".

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