San Martino, fuori uso due macchinari per la radioterapia

Sono oltre cento i pazienti finiti in lista d'attesa. Per ovviare al problema, la direzione sanitaria ha organizzato un pulmino per portare i malati all'ospedale San Paolo di Savona

Pesanti disagi per alcuni pazienti oncologici dell'ospedale San Martino dopo che si è guastato anche il secondo dei quattro macchinari per la radioterapia. «Il primo - ricorda il consigliere comunale del Pd Alessandro Terrile - ha smesso di funzionare a marzo, il secondo nella scorsa settimana. I tempi per il ripristino non sono brevi, uno dei macchinari dovrà essere sostituito ma ci vorrà ancora qualche mese. Un altro dovrà essere acquistato, ma la gara non è ancora stata pubblicata, e per completare le procedure si dovrà attendere quasi un anno».

Martedì 10 dicembre la lista di attesa era arrivata a 123 pazienti. Secondo quanto proposto dalla direzione dell'ospedale, da lunedì i pazienti che devono essere trattati con la radioterapia al San Martino verranno fatti salire su un pulmino e portati all'ospedale San Paolo di Savona.

Il presidente della Regione Giovanni Toti ha dichiarato che la situazione è inaccettabile. «La Giunta Toti acceleri l'acquisto dei macchinari per la radioterapia del San Martino - dicono i consiglieri regionali del Pd Giovanni Lunardon e Pippo Rossetti -. È inaccettabile che l'ospedale più importante della sanità pubblica ligure oggi abbia tre acceleratori lineari di cui uno non funzionante e un altro soggetto a guasti frequenti».

«L'anno scorso - proseguono dal Pd - la Giunta regionale ha stanziato 25 milioni di euro da fondi prevalentemente nazionali destinati proprio alla sostituzione dei macchinari sanitari più vetusti da articolare in due step da 10 milioni (2018) e da 15 milioni (2019). Ma la radioterapia del San Martino versa ancora in queste inaccettabili condizioni. Nella seconda tranche di acquisti dovrebbero essere compresi un macchinario per la tomoterapia (al San Martino quello attualmente in funzione ha più di dieci anni) e un acceleratore lineare per la radioterapia».

«Chiediamo alla Giunta - concludono Lunardon e Rossetti - di accelerare le procedure d'acquisto e di sostituire anche il terzo acceleratore lineare guasto. Un ospedale come il San Martino deve poter disporre di tutti i macchinari pienamente funzionanti e in tempi rapidi, non è possibile che i malati di tumore debbano continuare a sopportare disagi di questo tipo. Serve più rispetto per chi soffre. L’assessore Viale, come sempre dirà che è colpa di chi l’ha preceduta, ma in 4 anni e mezzo di governo ligure non ha ancora sostituito i macchinari vetusti o guasti del San Martino: l’ultimo acquisto di un acceleratore lineare risale al 2015. In compenso ogni anno la Giunta Toti spende un milione e mezzo di euro per la comunicazione. Ma prima dei tappeti rossi viene la salute dei liguri».

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