Cronaca

Esami gratis per amici e parenti, San Martino nella bufera

Usavano i loro badge per fare esami gratuiti a conoscenti ricoverati per finta in day hospital, scoperte 700 prestazioni a "scrocco". La direzione sanitaria vuole recuperare le somme evase dagli stipendi dei dipendenti

Facevano esami gratis per loro, per gli amici e per i familiari, alcuni dipendenti del San Martino sono stati richiamati disciplinarmente e dovranno restituire i soldi dei ticket sanitari e delle prestazioni non pagate tramite una trattenuta sullo stipendio. 

Le prime cifre, da verificare, parlano di 800mila euro per esami non pagati, di cui 80-100 mila per prestazioni a favore di familiari e conoscenti dei dipendenti.

I "furbetti dei prelievi" dovranno risarcire il Servizio Sanitario Nazionale di somme che vanno dai 50 fino ai 400 euro, in caso d'insolvenza la direzione dell'ospedale procederà al prelievo forzato sulla busta paga. La trattenuta mensile sarà dilazionata nel tempo come prevede la normativa (non si può prendere più del quinto dello stipendio).

Le prime lettere di richiamo sono partite e contengono anche un richiamo agli impiegati che non hanno rispettato l'accordo di segretezza, divulgando il numero di matricola personale, la password o cedendo a terzi l'accesso ai propri computer. Avviato un procedimento disciplinare anche per il primario del laboratorio di analisi.

Il pm Cristina Camaiori ha aperto un fascicolo per truffa ai danni dello Stato, le indagini sono state affidate ai militari dei Nas che hanno sequestrato cartelle cliniche e altra documentazione. Pare che, per evitare il pagamento del ticket, il  paziente a "scrocco" fosse ricoverato in day hospital o in day surgery con la complicità del personale che violava le password per ottenere prestazioni gratis.

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