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"Dobbiamo controllare una perdita", e truffano 89enne: arrestati

Ennesimo raggiro ai danni di una pensionata residente in via Donghi, a San Fruttuoso. Questa volta però i due malviventi sono stati intercettati dalla Polizia, che li ha bloccati dopo un rocambolesco inseguimento

Hanno pazientemente aspettato la vittima nel portone di casa, e una volta avvicinata sono riusciti a conquistare la sua fiducia facendosi invitare nel suo appartamento e portandole via contanti e denaro per un valore di oltre 15mila euro: autori del gesto una coppia di truffatori senza scrupoli di 21 e 42 anni,che sono quasi riu sciti a depredare una pensionata 89enne di tutti i risparmi prima di essere bloccati dalla polizia.

I fatti risalgono a ieri mattina, quando una pattuglia della Polizia in servizio nella zona di Quarto, dove erano già state segnalate alcune truffe ai danni di anziani, ha avvisato in via delle Campanule due uomini che stavano caricando uno scooter dentro un furgone. Insospettiti si sono avvicinati, scatenando il panico tra i due, che si sono dati alla fuga a piedi in due direzioni diverse: dopo un rocambolesco inseguimento, gli agenti sono riusciti a bloccare i fuggitivi e hanno perquisito il motorino, dove nel sottosella hanno trovato una scatola di cioccolatini contenente un bracciale e alcune monete di metallo del tutto simili a quelle rubate dall’abitazione dell’89enne, residente in via Donghi, a San Fruttuoso, che aveva denunciato il raggiro di cui era stata vittima qualche ora prima.

Stando a quanto raccontato dalla donna, i due truffatori si sarebbero introdotti nel palazzo fingendosi dipendenti di una società di idraulica incaricati di controllare una fantomatica perdita: ben vestiti, gentili e disponibili, uno dei due si è persino offerto di portare i sacchetti della spesa sino a casa, e una volta dentro ha invitato la pensionata a mostrargli i gioielli con la scusa di verificare ci fossero ancora dopo alcuni furti denunciati dagli altri inquilini. Rassicurata dai modi dei due presunti tecnici, la donna ha mostrato loro il nascondiglio e si è fatta persino convincere a sfilarsi la fede, gli orecchini e i bracciali che portava “giusto per sicurezza”. 

Un momento di distrazione, e i malviventi hanno arraffato i gioielli, per un valore di 15mila euro circa, e 450 euro in contanti e si sono dati alla fuga, sino a quando non sono stati intercettati dai poliziotti in servizio, che durante un successivo sopralluogo nella notte hanno trovato nascosto tra la vegetazione, probabilmente gettato via dai fuggitivi durante l’inseguimento, un sacchetto con altri preziosi, alcuni dei quali riconducibili al furto in via Donghi. Identificati come due piemontesi residenti nella provincia di Torino, i due truffatori sono stati trasferiti nel carcere di Marassi: su di loro pende l’accusa di furto in abitazione aggravato in concorso, ma le indagini proseguono per verificare se siano colpevoli di altre truffe messe a segno nelle ultime settimane.

«Gli stratagemmi per introdursi nelle abitazioni sono sempre gli stessi: c’è chi si finge addetto del gas o della luce, chi spiega di dover pagare un premio assicurativo e chi trova la scusa di un controllo in seguito a un furto - spiega Delia Bucarelli, dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura - Le raccomandazioni sono sempre le stesse: non aprite a nessuno la porta, a meno che non siate certissimi dell’identità di chi vi sta davanti, e nel caso in cui qualcuno sostenesse di appartenere a una particolare azienda contattatela immediatamente per verificare che ci siano effettivamente visite in corso».
 

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