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San Fruttuoso, in piazza Manzoni spuntano le panchine anti-clochard. E scoppia la polemica

Proteste da parte delle associazioni per la decisione, da parte del Municipio, di aggiungere alle sedute staffe in metallo per impedire ai senzatetto di sdraiarsi: «Ma è una zona esondabile dove è pericoloso sostare

Panchine “speciali”, dotate di staffe in metallo che impediscono ai clochard di sdraiarsi e di bivaccare, già adottate in altri Comuni leghisti ma mai a Genova: sono quelle spuntate in piazza Manzoni, nel quartiere genovese di San Fruttuoso, e su cui nelle ultime ore infuria la polemica, con proteste da parte di associazioni umanitarie come la comunità di San Marcellino e Auxulium e del’ex capogruppo provinciale dei Verdi, Angelo Spanò, che ha definito l’iniziativa «una vergogna. Il Comune di Marco Doria e il Municipio dovrebbero sostenere gli ultimi ed essere tolleranti. Invece, impediscono alle persone più sfortunate di sdraiarsi sulle panchine, che sono di tutti». 

Ma il provvedimento, ha spiegato il presidente del  Municipio della Bassa Valbisagno, Massimo Ferrante (Pd) è stato preso in un’ottica di prevenzione, e non di penalizzazione: «La zona è a rischio esondazione, a due passi c’è il Bisagno. E’ mio compito far chiudere i negozi ed evacuare i piani strada ogni qualvolta emettono un’allerta, ma delle persone che magari ubriache stazionano sulle panchine in una zona a rischio non si preoccupano nessuno? Non si tratta di togliere a loro un giaciglio, lasciargli le panchine sarebbe pietà, queste persone invece vanno aiutate in maniera seria, con un percorso. Anche se non lo vogliono. Inoltre la piazza è stata interamente riqualificata, è stato installato un wi-fi per renderla multietnica e permettere a chiunque di avere una connessione, e si trova a pochi metri dall’asilo e dal parco giochi dei bambini, che spesso si ritrovano a osservare persone che, visibilmente ubriache, magari usano le aiuole come toilette».

Nessuna volontà di escludere, insomma, né di emarginare, ma un tentativo di arginare un problema «dove non arrivano le istituzioni e il Comune. Io posso anche avere sbagliato, non dico fosse il modo più giusto, ma ho fatto qualcosa che mi sembrava potesse servire. Le panchine non possono e non devono diventare il punto di riferimento e il giaciglio di queste persone, che ripeto, vanno aiutate. Altrimenti, dopo il bando per le case popolari, facciamo anche un bando per le panchine».

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