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San Fruttuoso e l'ipotesi "numero chiuso": «Quanto manca prima che il borgo collassi?»

Dopo la provocazione lanciata durante un incontro a Santa Margherita, il presidente dell'Area Marina Protetta rilancia a Genova Today: «C'è bisogno di un confronto per affrontare questo nuovo tipo di turismo»

La spiaggia e l’abbazia di San Fruttuoso di Camogli, uno dei luoghi più caratteristici e visitati della Liguria, a “numero chiuso” per i turisti: questa la controversa proposta avanzata da Giorgio Fanciulli, direttore dell’Area Marina protetta di Portofino, durante un panel sul turismo e l’ambiente organizzato lo scorso venerdì a Santa Margherita Ligure. Un’ipotesi che non ha mancato di suscitare polemiche, soprattutto alla luce delle migliaia di turisti che ogni giorno compiono il “pellegrinaggio”, a piedi o in battello, nella pittoresca baia che sbuca sulla costa del monte di Portofino.

«Il nostro territorio non è adatto al turismo di massa. Così come le Cinque Terre sono in sofferenza quando vengono invase dai croceristi che in 2 ore pretendono di visitarle tutte, anche il nostro parco e l'area marina non sono strutturate per sopportare invasioni massicce - ha spiegato Fanciulli durante il dibattito - Occorre preservare natura e ambiente limitando gli arrivi in un luogo unico come San Fruttuoso». Un’affermazione che ha innescato un dibattito che ha spinto Fanciulli a spiegare a Genova Today che di provocazione si è trattato, e solo di questo, per sensibilizzare soprattutto le amministrazioni, locali, ma anche regionali, a intervenire per studiare soluzioni non soltanto in grado di preservare il territorio, ma anche di metterlo in condizioni di poter accogliere nella maniera più positiva possibile i sempre più numerosi turisti desiderosi di visitarlo: «Ho espresso un concetto molto più elaborato di quanto sia filtrato. Si parlava di turismo sostenibile, e il mio ragionamento aveva a che fare con il cambiamento cui è andato incontro soprattutto con l’arrivo dei croceristi. Un turismo relativamente nuovo nei nostri mari, che non siamo abituati a gestire, e ci porta in pochissime ore, se non minuti, migliaia di persone che vogliono visitare posti come le 5 Terre o San Fruttuoso, ma anche Camogli e Portofino. Quando parlo di affluenza di massa non ne faccio una questione sociale, ma biologica: molte persone concentrate in mezza giornata». 

Ancora: «Dobbiamo studiare come gestire questo tipo di turismo. Lungi da me parlare di numero chiuso, le palanche a noi liguri ci fanno piacere», sorride Fanciulli, che sottolinea però che «questo termine, numero chiuso, sembra faccia paura. In realtà può essere sinonimo di qualità dell’offerta, di un fatturato maggiore, di qualità. Più che numero chiuso, io preferisco soffermarmi sulla cosiddetta capacità di carico: dobbiamo sapere quanto un posto, dal punto di vista ecologico, può sopportare in termini di massa. Quanta gente può stare a San Fruttuoso prima che il borgo collassi? Sediamoci attorno a un tavolo e ragioniamo, perché ce n’è bisogno».

Fra chi potrebbe sedersi intorno a quel tavolo ci sono per esempio anche i rappresentati del consorzio Liguria Via Mare, che 7 giorni su 7 accompagna i turisti in visita a Genova alle Cinque Terre, a Portovenere e appunto anche a San Fruttuoso, con battelli che salpano dal Porto Antico e arrivano davanti all’abbazia: «Sul totale delle persone che si rivolgono a noi per gite quasi la metà vuole visitare San Fruttuoso - ci ha spiegato Antonio Cirillo, presidente del consorzio, sostanzialmente confermando il punto di vista di Fanciulli - A parità di passaggio, paragonandolo a Monterosso, Vernazza e altre mete particolarmente ambite, il flusso di turisti diretto lì è 10 volte tanto». Però, «se dovessero istituire una sorta di numero chiuso il commercio ne risentirebbe moltissimo. Capisco che la massa di persone che ogni giorno si riversa sulla spiaggia può mettere in difficoltà dal punto di vista gestionale, ma non so quanti siano i problemi relativi all’ambiente, soprattutto perché si tratta di pochi mesi, e perché le persone di solito non trascorrono l’intera giornata a San Fruttuoso, vogliono solo visitare l’abbazia e magari fare un bagno, e poi ripartono».

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