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Esselunga a San Benigno, Confesercenti: «Penalizzati i commercianti della zona»

Matteo Barbieri, vicedirettore genovese dell'associazione che rappresenta le piccole e grandi imprese, punta il dito contro l'ipotesi della costruzione di un nuovo ipermercato nel ponente

La costruzione di un nuovo ipermercato a San Benigno significherebbe la «definitiva desertificazione del Municipio Centro Ovest»: così Confesercenti commenta le indiscrezioni secondo cui la giunta Bucci avrebbe dato l’ok alla realizzazione di un punto vendita Esselunga in via di Francia.

L'ipotesi Esselunga e le proteste dei commercianti

L’approdo nel capoluogo ligure della catena di grande distribuzione fondata da Bernardo Caprotti è atteso - e invocato - ormai da anni dai genovesi, ma con il concretizzarsi dell’ipotesi si sono sollevate diverse proteste, soprattutto da parte dei piccoli commercianti che ogni giorno lottano per mantenere vivo il tessuto economico della zona di Sampierdarena e dell’intero territorio del Municipio Centro Ovest.

«Non possiamo nascondere la nostra preoccupazione per le varie ipotesi sul tavolo, perché in questo risiko di grandi superfici di vendita gli unici ad essere penalizzati saranno, ancora una volta, i tanti piccoli imprenditori che con grandi difficoltà stanno uscendo da una crisi fortissima», ha fatto sapere Paolo Barbieri, vicedirettore di Confesercenti Genova, aggiungendo che «davanti alle sempre più numerose saracinesche abbassate, più che una lotta tra i players della grande distribuzione organizzata crediamo che Genova abbia bisogno di una vera rivitalizzazione del commercio diffuso nei nostri quartieri. Purtroppo è invece evidente che, se tale operazione dovesse andare in porto, non solo non si risolverebbe alcun problema, ma anzi si arriverebbe alla completa desertificazione commerciale del Municipio Centro Ovest, con l’inevitabile flusso di chiusure e la perdita di centinaia di posti di lavoro, un minor presidio del territorio e l’acutizzarsi di problemi già ben radicati».

«Rischio desertificazione»

Un problema, quello della desertificazione commerciale (e non solo) del quartiere, che le associazioni attive sul territorio hanno più volte fatto presente, puntando il dito - come fatto dalle Officine Sampierdarenesi - anche sul progetto di abbattimento della rampa di via Cantore: «Se la rampa venisse tolta il quartiere rischierebbe di trovarsi in grandissima difficoltà, dando vita a una desertificazione che peserebbe non soltanto sui residenti, ma anche sugli esercizi commerciali», ha più volte ribadito Gianfranco Angusti, presidente delle Officine Sampierdarenesi. 

«Se si vuole puntare sul vero rilancio della nostra città, la ricetta non possono certo essere nuovi centri commerciali artificiali - rincara la dose Confesercenti - ma, piuttosto, servono investimenti produttivi che contribuiscano a rivitalizzare i territori ed il commercio diffuso che, al di là dei benefici effetti del turismo in alcune zone del centro, in molte delegazioni sta arrancando con sempre più crescenti difficoltà».

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