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Caos sanificazione post voto a scuola: studenti fuori e genitori infuriati

In molte scuole della città i bambini avrebbero dovuto rientrare dopo la tornata elettorale, ma mercoledì mattina la dirigente di istituto ha comunicato che alcuni locali non sono ancora agibili

«Siamo rimasti fuori ad aspettare un’ora, poi ci hanno detto di aspettare sino alle 10, ma le lezioni finiscono a mezzogiorno, tanto vale andare via»: a sfogarsi è il genitore di un piccolo alunno della primaria Mazzini di Sampierdarena, che stamattina, come tutti i suoi compagni, non è potuto entrare in classe per incompleta sanificazione dopo la tornata elettorale dei giorni scorsi. Una situazione comune a diverse scuole della città.

Genitori e bambini sono arrivati, come programmato, davanti alla scuola intorno alle 8: «A quel punto è arrivata la dirigente scolastica che ci ha detto che i bagni non erano agibili e la sanificazione non completata - spiega ancora il papà dell'alunno della Mazzini - ci hanno riferito che stava provvedendo la scuola direttamente con i prodotti previsti, ma molti genitori hanno deciso di portare via i bambini, con i problemi che conseguono per chi lavora».

Molti genitori hanno protestato con il personale della scuola, sottolineando di avere chiesto rassicurazioni fino alla serata di martedì per avere conferma che la scuola sarebbe stata regolarmente aperta, ma l'esito non è cambiato: bimbi fuori sino a igienizzazione terminata, genitori furiosi che hanno deciso o di aspettare, o di riportare i figli a casa cercando qualcuno cui affidarli in caso di impegni di lavoro. E le stoccate alla decisione di programmare il ritorno in classe a metà settimana, e non lunedì prossimo per consentire agli istituti di riorganizzare gli spazi dopo il voto e lo spoglio, si sono moltiplicate.

Che la due giorni di voto per referendum e regionali avrebbe causato problemi di natura organizzativa agli istituti era una cosa nota: impossibile far tornare i bambini in ambienti non correttamente sanificati dopo il passaggio di centinaia di persone, ma il tempo a disposizione, nei casi di ripresa delle lezioni nella settimana della chiusura delle urbe, era di fatto poco. E in alcuni casi, la buona volontà dell'istituto di aprire ha finito per scontrarsi con prevedibili problemi di gestione: situazioni analoghe a quella di Sampierdarena si sono verificate in diverse altre scuole della città, compresi i licei, con i dirigenti scolastici costretti a spiegare a genitori infuriati e a ragazzi pronti per entrare che il Comune in diversi casi non è riuscito a ultimare la sanificazione.

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