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Ragazzo disabile aggredito sull'autobus, c'è un identikit

Grazie alla testimonianza dell'autista e dei passeggeri del bus che lunedì è stato teatro dell'aggressione, i carabinieri sono sulle tracce di un uomo "sui 50 anni, magro, alto" che dopo avere malmenato un 26enne diversamente abile si è dato alla fuga

Alto, magro, sui 50 anni, con indosso un giubbotto verde e occhiali da sole e in spalla un borsone: sarebbe questo, secondo alcuni testimoni e l’autista del bus, l’aspetto dell’uomo che lunedì pomeriggio ha insultato e malmenato un 26enne diversamente abile al capolinea di un autobus della linea 20, in piazza Vittorio Veneto a Sampierdarena.

L’identikit è stato messo a punto dai carabinieri di Sampierdarena, che si stanno occupando delle indagini, sulla base del racconto dell’autista del mezzo, Morena Baldini, la prima a rivolgersi alle autorità per denunciare quanto accaduto e puntare il dito contro tutti coloro che hanno assistito all’aggressione senza intervenire: stando alle prime ricostruzioni, a suscitare la violenta aggressione dell’uomo sarebbe stato il presunto disturbo arrecato dal ragazzo, intento a cantare a voce alta mentre aspettava la sua fermata. Infastidito, l’aggressore lo avrebbe prima spintonato e insultato e poi colpito al voto con un pugno, per poi darsi alla fuga. Il tutto sotto gli occhi degli altri passeggeri del bus, che stando a quanto testimoniato sia dall’autista del bus sia dalla mamma del giovane non avrebbero mosso un dito.

Disabile aggredito sul bus sotto gli occhi dei passeggeri: "Nessuno ha fatto niente"

Si tratta dell’ennesimo episodio di violenza andato in scena sugli autobus, che arriva a pochi mesi dal violento pestaggio di cui è stato vittima lo scorso luglio il barista 40enne massacrato da un gruppo di ragazzi tra i 18 e i 20 anni su un autobus fermo in piazza Caricamento. E la preoccupazione, tra passeggeri e autisti, sale sempre di più, con i primi che invocano a gran voce maggiori controlli e i secondi che hanno chiesto ad azienda e Comune misure di sicurezza in grado di garantirne l’incolumità, dalle cabine blindate alle telecamere.

La questione è approdata anche in consiglio comunale, dove con 32 voti favorevoli è stata approvata una mozione con cui la giunta si impegna a mappare le linee maggiormente a rischio e Amt a i installare sistemi di sicurezza richiesti. La caccia all’aggressore intanto continua, con la speranza che i filmati delle telecamere di sorveglianza e e testimonianze possano portare alla sua individuazione nel più breve tempo possibile.
 

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