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Guerriglia prima di Samp-Roma, raffica di Daspo

La Digos ha identificato e denunciato 17 ultras della Sampdoria, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, protagonisti di alcuni scontri a Brignole con i tifosi della Roma

La Digos ha identificato e denunciato 17 ultras della Sampdoria, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, protagonisti di alcuni scontri a Brignole con i tifosi della Roma arrivati a Genova domenica 20 ottobre per la sfida tra giallorossi e blucerchiati, poi terminata 0-0. Sono in corso altre indagini per individuare altri responsabili, i 17 ultras sono stati anche colpiti dal Daspo (divieto di accesso a manifestazioni sportive) per periodi compresi tra i 3 e 6 anni.

Secondo la ricostruzione fornita dalle forze dell'ordine, alcuni tifosi, giungendo dal tunnel di via Canevari intorno alle 11.30, si sono radunati tra piazza Verdi e i giardini Caviglia per partecipare a un corteo protesta, con partenza prevista alle 12.30. Il corteo, non formalmente preavvisato, era comunque noto alle forze dell'ordine perché annunciato in un comunicato apparso sul sito degli Ultras Tito. L'anticipo di orario consentiva ai tifosi di intercettare i tifosi della Roma, in arrivo alla stazione di Brignole.

Poco dopo infatti, mentre i circa 200 tifosi ospiti usciti dalla stazione salivano sui mezzi Amt, una decina di ultras sampdoriani ha iniziato a lanciare bottiglie e pietre contro le navette. Comportamento che ha provocato la reazione dei tifosi giallorossi che, scendendo dai mezzi, hanno, di fatto, costretto allo “stop” forzato l’intero dispositivo di scorta di polizia, impegnato da una parte a convincere i tifosi romanisti a tornare sugli autobus e dall'altra e evitare lo scontro con i blucerchiati.

Subito dopo, un gruppo di una trentina di ultras, ha raggiunto via Fiume per tentare un nuovo assalto ai pullman dei romanisti, fronteggiando le forze di Polizia presenti, con il lancio di bottiglie e artifizi pirotecnici. Il pronto intervento del personale Digos e il tempestivo schieramento dei contingenti delle forze dell'ordine hanno impedito che la situazione degenerasse.

Le indagini avviate nell’immediato dalla Digos e l'analisi delle riprese video della polizia scientifica hanno permesso alle forze dell'ordine di identificare e attribuire le condotte penali di 17 persone, indagate per aver partecipato al corteo con il viso coperto (reato di travisamento) e per l'utilizzo di mazze e bastoni in occasione di manifestazioni sportive. Alcuni degli ultras denunciati hanno precedenti penali per reati contro il patrimonio o in materia di stupefacenti, quasi la metà invece per reati da stadio e quindi già in precedenza sottoposti a Daspo.

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