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Scontri nel derby, pronti 25 Daspo per gli ultras: violenze pianificate a tavolino

I tafferugli dell'8 maggio scorso hanno avuto per protagonisti alcuni tifosi di Genoa e Sampdoria: ora rischiano il divieto di entrare in stadi e palasport per due anni

Sarebbero venticinque le persone coinvolte negli scontri di Marassi in occasione della partita vinta dal Genoa sulla Sampdoria per 3-0 l'8 maggio 2016. Un derby macchiato da quella che può essere definita una vera e propria guerriglia urbana, con protagoniste le ormai solite frange estreme del tifo organizzato.

Secondo gli investigatori si è trattato di disordini pianificati e non certo scoppiati per caso o per una semplice provocazione fra tifoserie opposte. Secondo quanto accertato, la sera del derby gli ultras hanno agito solo dopo essersi assicurati che carabinieri e polizia non erano più nei paraggi: a un certo punto circa 200 teppisti armati hanno avuto l'opportunità di affrontarsi per diversi minuti quasi indisturbati, proprio perché inizialmente in zona erano rimasti pochi umini in divisa. La maggior parte si stava occupando del servizio pubblico ordinario, controllando il deflusso della massa di tifosi "normali" attorno allo stadio Luigi Ferraris. Gli inquirenti hanno controllato i filmati e le foto che sono stati fondamentali per identificare i responsabili.

Difficilmente partiranno avvisi di garanzia, ma sembra molto probabile che vengano presi provvedimenti come il Daspo, cioè il divieto di partecipare alle manifestazioni sportive. Le accuse per gli ultras coinvolti nei tafferugli sono di lesioni, rissa e lancio pericoloso di oggetti. 

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