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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca Borzonasca

Morta dopo operazione al centro Anidra, chiesto il processo

Il sostituto procuratore Gabriella Dotto ha chiesto il rinvio a giudizio per i tre indagati. L'insegnante quarantenne, figlia dell'ex sindaco di Chiavari, morì in seguito all'asportazione di un nevo

Rischiano il processo i tre indagati per la morte di Roberta Repetto, 40 anni, figlia dell'ex sindaco di Chiavari Renzo, a cui fu asportato un nevo sul tavolo da cucina del centro olistico Anidra di Borzonasca. Il sostituto procuratore Gabriella Dotto ha chiesto il rinvio a giudizio e l'udienza preliminare davanti al giudice è fissata per il 4 aprile.

La donna morì a ottobre del 2020 all'ospedale San Martino di Genova dove era arrivata ormai in condizioni disperate a causa di un melanoma, che le fu curato per due anni con tisane zuccherate e meditazione. Le indagini hanno portato all'arresto del 'santone' del centro, Paolo Bendinelli, e del medico bresciano Paolo Oneda. La psicologa Paola Dora, compagna di Oneda e presente all'operazione, è indagata anch'essa per omicidio. Bendinelli è accusato anche di maltrattamenti e di violenza sessuale.

L'amministratore delegato Teresa Cuzzolin è stata invece indagata per circonvenzione di incapace insieme a Bendinelli in quanto avrebbe indotto Roberta Repetto "a elargizioni per complessivi 120mila euro". La procura, prima della morte di Roberta, aveva già avviato una indagine sospettando che la dottoressa Dora indirizzasse ragazze fragili nel centro dove poi venivano plagiate per partecipare a rapporti di gruppo, per donare ingenti quantità di soldi e lavorare gratis per il centro.

Roberta, "Bobby" per chi la conosceva e l'amava, non sarebbe soltanto stata operata senza le basiche misure igieniche e di sicurezza, ma sarebbe anche stata convinta a non rivolgersi a specialisti o a ospedali per controlli (il tessuto rimosso non è stato neppure sottoposto a biopsia per capire se si trattasse di un melanoma, come si è poi rivelato). E per sedare i fortissimi dolori di cui era preda, le sarebbero state prescritte "tisane zuccherate e meditazione": la comparsa dei linfonodi faceva "parte del processo di guarigione".

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