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Cronaca

Muore dopo intervento chirurgico, dopo 13 anni arriva il risarcimento

Duecentoventimila euro oltre al pagamento delle spese legali. È quello che hanno ottenuto dall'assicurazione i familiari di una donna, deceduta all'ospedale San Martino nel 2005

Ci sono voluti 13 anni, ma alla fine, grazie alla loro tenacia e all'abilità dei professionisti a cui si sono rivolti, i familiari di una donna sono riuscita ad avere un risarcimento dall'assicurazione per il decesso, dopo un intervento in ospedale, della loro congiunta. Va sottolineato come il processo penale a carico dei medici che hanno operato la donna si sia concluso con un'archiviazione.

La paziente venne ricoverata presso l'ospedale San Martino di Genova il 9 giugno 2005 per insorgenza di ittero meccanico (ostruzione delle vie biliari) e operata il 23 giugno. Dopo due interventi, la paziente venne riportata in reparto e morì dopo due giorni di agonia e un terzo, disperato, tentativo chirurgico.

Le vicende del 2005 ebbero uno strascico penale, ma il consulente del tribunale, il medico legale Osculati, minimizzò la condotta dei sanitari «Una piccola lacerazione non è automaticamente sinonimo di atto imperito: è noto e previsto che possa verificarsi. È uno dei rischi prospettabili in questo intervento. Questo non toglie che non si sia in grado di escludere una manovra grossolana, bensì, soltanto, che non siamo in grado di affermarlo. Qui dobbiamo arrestarci, se vogliamo assolvere al nostro compito con serietà e correttezza tecnica». La Procura archiviò il caso nel 2008.

Oggi, l'assicurazione dell'epoca, la Unipolsai, a pochi mesi dalla prescrizione civile, e con i nuovi professionisti ingaggiati dalla famiglia della vittima, Christian Popolo e i suoi collaboratori, ha risarcito gli eredi con 220mila euro, oltre alle spese legali.

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