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Riparazioni Navali, corteo e "blitz" in Regione: «Assurdo chiedere lo spostamento»

I lavoratori sono partiti alle 8.30 da piazza Cavour e hanno raggiunto il centro attraverando corso Saffi e via Corsica. Qualche disagio al traffico prima dell'arrivo in via Fieschi

Mattinata di protesta per i lavoratori delle Riparazioni Navali, che si sono dati appuntamento alle 8.30 in piazza Cavour per un corteo che ha attraversato la città sino ad arrivare in centro, in via Fieschi, davanti alla sede della Regione, dove una delegazione è stata ricevuta in consiglio Regionale.

Alla base dello sciopero e della protesta, le mozioni presentate alla Prefettura e indirizzate al Ministero dell’Ambiente dal Comitato Porto Aperto, e quelle avanzate in consiglio Regionale dal Movimento 5 Stelle, che hanno chiesto di spostare le attività industriali ad almeno 5 km dal centro abitato alla luce dei pericoli per l’ambiente e per la salute dei cittadini: «In pratica si chiede di chiudere le riparazioni navali a Genova - hanno fatto sapere le segreterie di Fim, Fiom e Uilm - L’immobilismo della politica e delle istituzioni tutte è molto preoccupante, non aiuta nemmeno il perdurare della mancata nomina del presidente dell’Autorità Portuale».

Tra cori e striscioni, oltre 200 lavoratori in corteo hanno sfilato per corso Aurelio Saffi, ha attraversato la zona di Carignano e intorno alle 10.30 è infine arrivato in via Fieschi, dove pochi minuti dopo decine di lavoratori hanno fatto irruzione durante il consiglio Regionale. Nel mirino è finita in particolare Alice Salvatore, portavoce del Movimento 5 Stelle in Regione, contestata sia dai lavoratori sia dagli altri consiglieri presenti: «Chi chiede la delocalizzazione delle Riparazioni Navali non solo non ha capito nulla della storia di Genova, ma dimostra anche di non avere alcuna visione del suo futuro - ha commentato Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Regione Liguria -Il Partito Democratico è contrario a qualsiasi ipotesi di trasferimento di questa attività. Di fronte a un clima di incertezza lavorativa, non possiamo perdere un’eccellenza come questa. Per rafforzare tale posizione il Pd ha presentato un documento, che chiede investimenti e certezze occupazionali per la Riparazioni Navali».

«Quei bacini sono il patrimonio di un’intera nazione, non solo di Genova e della Liguria. Ai grillini chiediamo di ritirare quella proposta. Bisogna uscire da questo Consiglio con una posizione chiara, compatta e unanime in difesa del lavoro e delle Riparazioni Navali”, ha concluso Paita, eccezionalmente d’accordo con il pensiero della maggioranza e del presidente della Regione, Giovanni Toti, che ha sottolineato che «le Riparazioni Navali non si toccano, sono un pezzo della storia di Genova, sono parte integrante dell’industria genovese e costituiscono un polo d’eccellenza per la città. Abbiamo deciso un modello di sviluppo per il porto di Genova, firmando il Blue Print di Renzo Piano con il tombamento dell’area antistante lo Yacht Club per garantire alle Riparazioni Navali lo spazio necessario alla crescita e allo sviluppo futuro. Per quanto riguarda me, questa Giunta e questa maggioranza certamente andremo avanti su questa strada e di certo questa politica non cambierà per un articolo di giornale o una mozione dell’opposizione». 

E Toti ha colto l’occasione anche per commentare la nomina del nuovo presidente dell’Authority portuale, posizione ancora vacante: «La nuova governance del Porto di Genova dovrà non solo convocare le opportune riunioni con le rappresentanze dei lavoratori, ma soprattutto dovrà sbloccare una serie di investimenti, strategici e indispensabili, fermi da troppo tempo, tra cui l’espansione dell’area delle Riparazioni Navali e il ribaltamento a mare dello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente».

Dal Movimento 5 Stelle è quindi arrivata la replica: «Siamo sempre stati i primi a difendere reddito e occupazione, a scendere in piazza con i lavoratori, dopo decenni durante i quali nessuno li ha mai ascoltati davvero - ha fatto sapere Alice Salvatore - Oggi quelle stesse persone e partiti che hanno devastato il settore occupazionale in Liguria hanno avuto il coraggio di intervenire a difesa dei lavoratori, strumentalizzando una proposta che intendeva salvaguardare e tutelare il lavoro in tutte le sue forme, nel rispetto della salute e dell'ambiente: un parametro con cui oggi, nel 2016, non possiamo non fare i conti, per tutelare i diritti dei lavoratori e dei cittadini. Lavoro e salute possono e devono coesistere».

«Ci riserviamo di effettuare un sopralluogo presso i cantieri delle riparazioni navali, per trovare insieme ai lavoratori soluzioni volte alla tutela del lavoro, della sicurezza e della salute della cittadinanza - ha proseguito Salvatore - In molte città portuali questa è già realtà, per Genova e la Liguria ci proponiamo di fare altrettanto, non preoccupandoci soltanto delle elezioni 2017, come una parte politica sembra voler fare a costo di diventare grottesca, guardiamo invece ai prossimi 10, 20, 30 anni, al mondo che lasceremo in mano ai nostri figli».

Al termine della seduta, il consiglio Regionale ha votato un documento con cui si impegna a difendere la collocazione delle Riparazioni Navali e il progetto Blueprint: dei cinque consiglieri del Moviemtno 5 Stelle, quattro hanno votato contro per quanto riguarda il progetto di Renzo Piano, mentre Francesco Battistini ha invece optato per il sì. Da Toti e dall'assessore allo Sviluppo Economico, Edoardo Rixi, è inoltre arrivata la rassicurazione sull'intenzione di chiedere al governo conferme sull'intenzione di potenziare il porto. 

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