Cronaca

Certificazioni irregolari alle navi, due arresti al Rina

Interdetti dal servizio anche due ufficiali della Capitaneria di Porto: l'inchiesta parte da quella sul crollo della Torre Piloti, abbattuta da un cargo della Messina

La Jolly Nero in Porto

Due ispettori del Rina, il Registro Navale Italiano, sono stati arrestati dagli uomini della Guardia di Finanza nell’ambito di un’inchiesta legata a irregolarità nella concessione delle certificazioni per navi e traghetti. Nel corso della stessa operazione sono stati interdetti dal servizio anche due ufficiali della Capitaneria di Porto. In totale sarebbero 35 le persone indagate.

L’inchiesta si inserisce in un filone nato da quella sul crollo della Torre Piloti, che il 7 maggio 2013 fu abbattuta dal cargo Jolly Nero della compagnia Messina in un disastro che causò la morte di 9 persone: l’ipotesi di partenza degli investigatori, sulla scia di un incidente di tale portata, era che i controlli sulle navi venissero effettuati in certi casi con minore attenzione in cambio di "favori", sorvolando su eventuali anomalie e rilasciando alla compagnia false certificazioni.

Nel mirino della Procura, in un’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Walter Cotugno, sono dunque finiti due ispettori del Rina - Marco Benzi e Giorgio Ceroni, rispettivamente capi ispettore a Genova e alla Spezia, entrambi ai domiciliari - e due ufficiali della Capitaneria, il capitano di fregata Marco Noris e il capitano di vascello Antonio Sartorato, sospesi dal servizio.

Il Rina, in una nota, ha intanto fatto sapere che «manifestiamo piena fiducia nei confronti della magistratura. Con riferimento all’indagine in corso il Rina ritiene, quindi, del tutto legittimo che la magistratura attui un’azione di verifica su un’attività rilevante come quella che svolge e, come sempre in questi casi, l’azienda sta collaborando per rendere disponibili all’autorità giudiziaria tutte le informazioni che possano essere utili. Il Rina intende ribadire che applica nella propria attività tutta la normativa nazionale e internazionale vigente ed è dotata dei modelli operativi previsti dal D. Lgs. 231/01. L’attività svolta dal Rina è fortemente regolamentata tanto che ogni anno l’azienda è sottoposta a più di 200 audit/controlli da parte di soggetti di verifica esterni, comprese le amministrazioni di bandiera, la Commissione Europea e gli organisimi di accreditamento, questo a garanzia del suo buon operato».

A oggi non è ancora stato preso dal Registro alcun tipo di provvedimento di natura sospensiva o disciplinare nei confronti dei due ispettori ai domiciliari: contattato telefonicamente, il Rina ha fatto sapere che attende lo sviluppo delle indagini rimettendosi alla Procura.

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