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Rifiuti: emergenza in città, Amiu accusa la Regione

Emergenza rifiuti a Genova, Burlando accusa Amiu e Comune, ma arriva immediata la loro risposta in cui si scarica alla Regione la responsabilità di trovare siti alternativi

Burlando attacca, Amiu e Comune rispondono. In merito alle dichiarazioni del Presidente della Regione sull'emergenza rifiuti il Comune di Genova precisa con una lunga nota.

«Amiu e il Comune sono impegnati a fronteggiare la situazione di emergenza dovuta alla chiusura forzata della discarica di Scarpino. L’individuazione dei siti per il conferimento dei rifiuti in condizioni di emergenza è compito della Regione Liguria. La delibera regionale con l’individuazione dei siti per lo smaltimento nell’ultima settimana di dicembre e nel 2015 è stata adottata soltanto il 22 dicembre. Dalle verifiche che l’Azienda ha compiuto direttamente con i gestori delle discariche, tali siti sono risultati insufficienti allo smaltimento della produzione giornaliera».

«Amiu - continua la nota - ha quindi sollecitato alla Regione Liguria un immediato intervento per colmare l’insufficienza stimata in circa 200 tonnellate al giorno. Nel frattempo Amiu, di propria iniziativa, sta prendendo contatto con altri impianti fuori Liguria che non necessitino di accordi tra regioni, al fine di evitare l’accumulo dei rifiuti e assicurare le condizioni igieniche non solo a Genova ma anche in numerosi comuni dell’area metropolitana».

«Per quanto riguarda le aree di Cornigliano e i presunti ritardi del Comune di Genova, va ricordato che il Comune non può convocare una conferenza dei servizi in assenza di un progetto. L’approvazione di un progetto di bonifica tecnicamente ed economicamente realizzabile è stata fino ad oggi impedita dai vincoli posti da parte del Comitato Tecnico Regionale. Per sbloccare la situazione, recentemente, Società per Cornigliano ha commissionato ulteriori approfondimenti a Sviluppo Genova, grazie ai quali potrebbe essere finalmente vicina una soluzione tecnica realistica da sottoporre agli enti competenti, previa condivisione con Arpal».

«Peraltro, il possibile utilizzo dei fondi risparmiati dalla bonifica, certamente importante, non potrebbe risolvere il problema delle aree per l’impiantistica Amiu (biodigestore) in quanto l’area indicata dal presidente della Regione necessita di una bonifica che richiede, ottimisticamente, tempi valutabili in 4-5 anni, del tutto incompatibili con le esigenze della città. Questa è la ragione per cui Amiu ha chiesto ad Ilva aree diverse. Di fronte a problemi complessi e situazioni di emergenza - conclude la nota - la reale collaborazione tra le istituzioni non deve essere posta in secondo piano rispetto ad altre esigenze».

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