Registro delle famiglie, presidio di protesta all'Anagrafe: «Basta discriminazioni»

Dopo l'approvazione di sconti e agevolazioni per i nuclei familiari sposati e con figli conviventi che sono iscritti al registro, da associazioni e comitati parte la protesta

La manifestazione contro il Registro delle Famiglie di settembre

“Nessuna famiglia, tante famiglie”, e ancora “È l’amore che crea una famiglia”: comitati e associazioni scendono in piazza sabato 9 febbraio per manifestare contro il Registro delle famiglie istituito da Tursi nel settembre 2018, cui possono iscriversi soltanto coppie sposate (o separate ma senza divorzio) con figli conviventi. Escluse dunque quelle conviventi, divorziate o dello stesso sesso.

«Andiamo a manifestare all'anagrafe di corso Torino - è l’invito del Coordinamento Liguria Rainbow, di Non una di meno Genova e della Comunità di San Benedetto al Porto -. Chiediamo a tutte e tutti di iscriversi insieme a noi al Registro delle famiglie del Comune di Genova, perché vogliamo che sia riconosciuta tutta la varietà degli stati di famiglia possibili. Intasiamo gli uffici contro la politica dell’esclusione e dei privilegi. Le persone iscritte d'ufficio, offese da tale arroganza, potranno invece chiedere di disiscriversi, perché i diritti o sono di tutti o non sono diritti».

Il Registro delle Famiglie, come detto, era stato istituito a settembre (scatenando diverse polemiche), e lo scorso 22 gennaio il consiglio Comunale aveva approvato una serie di ordini del giorni che prevedono benefici e agevolazioni per le famiglie che vi sono iscritte. Tra queste, sconti per Amt e per il pass di Genova Parcheggi, per l'erogazione delle certificazione anagrafiche e per l’utilizzo del taxi. Le famiglie iscritte, inoltre, avranno un punteggio superiore nelle graduatorie per l'assegnazione delle case popolari e deroghe per l’ingresso nelle zone a traffico limitato.

«Bucci e la sua maggioranza giudicano la maggior parte della cittadinanza non meritevole di accedere ai servizi alla pari delle famiglie elette - scrivono gli organizzatori della manifestazione - travolti dalla foga di difendere la famiglia tradizionale inciampano goffamente producendo provvedimenti discriminatori anticostituzionali e in violazione dei Trattati europei. Fermiamoli prima che la nostra città, che sa essere bella e accogliente, si trasformi nella capitale della divisione sociale, dell’arroganza, dell’esclusione».

Per la simbolica protesta, che inizierà sabato alle 10 in corso Torino, hanno già manifestato interesse circa 1.300 persone, mentre l'adesione è arrivata da oltre 20 tra gruppi politici, associazioni, comitati e cooperative, tra cui Arci Genova, Anpi Liguria, il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico, e ancora Liguria Possibile, Genova Che Osa, Lista Crivello, Associazione Scuola Daneo, Cgil.

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