rotate-mobile
Cronaca

Regione, via libera alla riforma della dirigenza

Al vertice dell’assetto organizzativo e direzionale c'è il segretario generale, "un presidente della Regione 'ombra', non eletto ma che avrà poteri smisurati", secondo Ferruccio Sansa

Con 17 voti a favore (maggioranza) e 6 contrari il consiglio regionale, nel corso della seduta pomeridiana di martedì 29 marzo, ha approvato il Disegno di legge 103 'Disciplina dell'organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria'.

Il provvedimento introduce una organizzazione più razionale con una distinzione tra strutture dirigenziali complesse (Direzioni centrali, Direzioni di area, Direzioni e Unità organizzative) e strutture organizzative in modo da evitare sovrapposizioni di ruoli e per semplificare i processi decisionali.

Al vertice dell’assetto organizzativo e direzionale c'è il segretario generale. Oltre alla nuova configurazione delle direzioni e delle strutture dirigenziali, più chiara nelle funzioni e maggiormente definita nei ruoli, viene introdotta una razionalizzazione delle norme sul reclutamento della dirigenza, sull'accesso e sugli incarichi dirigenziali, anche in relazione alle recenti modifiche della normativa nazionale.

Viene, infine, prevista una scuola di formazione regionale per i dipendenti pubblici per garantire sinergia anche tra le eccellenze formative del territorio, in particolare con l'Università degli Studi di Genova, e soddisfare i bisogni formativi della stessa Regione e di altri enti pubblici locali.

Sono stati respinti buona parte degli emendamenti presentati dalla minoranza. Sono stati approvati due emendamenti, presentati da Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno): il primo stabilisce che la graduazione delle strutture dirigenziali sia definita dopo aver sentito un soggetto terzo indipendente; il secondo prevede che, in caso di assenza del segretario generale, le sue funzioni siano volte da un direttore centrale tenendo conto, oltre che dell'anzianità di servizio, anche delle valutazioni delle performance.

Approvati altri emendamenti illustrati da Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno): uno, fra gli altri, rivede le scadenze degli incarichi dirigenziali in caso di una nuova legislatura, un altro estende la valutazione sulle performance del Nucleo di valutazione ai vertici delle agenzie regionali e il terzo stabilisce un approfondimento nella competente commissione consiliare sulla costituzione della Scuola regionale di pubblica amministrazione.

È stato approvato un emendamento, presentato da Gianni Pastorino (Linea Condivisa), che, sempre in relazione alla Scuola regionale di pubblica amministrazione, prevede la preventiva consultazione sindacale sulla programmazione formativa. Nelle dichiarazioni di voto sono intervenuti Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) e Ferruccio  Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente), che hanno annunciato il voto contrario del gruppo.

Incrementare i capitoli di spesa del personale

Nel corso della stessa seduta è stato approvato all'unanimità un ordine del giorno, presentato da Alessio Piana (Lega Liguria-Salvini) e sottoscritto da tutto il gruppo, che impegna la giunta ad aumentare i capitoli di spesa del personale dell’importi annuo di 1,7 milioni di euro sino dal 2022 per sopperire alle esigenze del settore e permettere alla Regione di adempiere correttamente alle proprie funzioni.

Nel documento si ricorda che fra il 2019 e il 2021 ci sono state 349 cessazioni di personale regionale e di queste 60 sono avvenute nelle strutture dell'Agricoltura e, in particolare, negli ispettorati agrari mentre negli stessi anni e nel 2022, in cui è prevista un’ottantina di cessazioni, sono state assunte solo una trentina di unità in possesso ai titoli di studio specifici. La legge 34 del 2019 consente di aumentare le facoltà di assunzione – si legge nel testo -, ma la Regione non ha la corrispondente dotazione di bilancio e, considerando che il costo annuale di un dipendente va da 42 a 45mila euro, se si ipotizzasse un aumento straordinario di personale oltre il turn over di 40 unità, occorrerebbe aumentare i relativi capitoli di bilancio di 1,7 milioni.

Dibattito sulla Riforma della dirigenza regionale

Durante la seduta del mattino si è svolto il dibattito sul Disegno di legge 103 “Disciplina dell’organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria” ed è poi iniziata la votazione degli articoli e degli emendamenti.

Lilli Lauro, presidente della I Commissione Affari generali, istituzionali e bilancio, ha illustrato il provvedimento. "Con questo disegno si procede alla revisione dell’organizzazione regionale interna e della dirigenza dell’Ente per raggiungere una maggiore efficienza e razionalità e, dunque, migliorare le attività e i servizi. Il testo di legge – ha spiegato - definisce il ruolo della Giunta regionale, disciplina le attribuzioni della dirigenza regionale per la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, gli strumenti di programmazione, fra i quali assume rilevanza il Piano integrato di attività e organizzazione per assicurare la qualità e la trasparenza dell’attività amministrativa, e, infine, sono definite le competenze nella tutela della salute dei lavoratori, con le relative responsabilità dei dirigenti".

Lauro ha sottolineato alcuni articoli relativi, per esempio, alle modalità di partecipazione dei lavoratori e dei dirigenti alla elaborazione delle scelte di organizzazione del lavoro. "Durante l’esame in Commissione - ha concluso – c'è stata la preliminare consultazione delle rappresentanze sindacali, territoriali e aziendali, e di esperti nella materia". Lilli Lauro ha auspicato il voto favorevole dell’Assemblea legislativa.

Enrico Ioculano (Pd- Articolo Uno) ha illustrato la relazione di minoranza e ha esordito ringraziando l’assessore al personale Simona Ferro per la disponibilità dimostrata. Secondo Ioculano esistono, però, forti dubbi e perplessità sul provvedimento: "Ci sono punti specifici relativi alla figura del segretario generale, dove c’è una sorta di pervasività, in quanto appare come una figura sovraordinata rispetto agli altri dirigenti. Un altro aspetto – ha aggiunto - riguarda l’importanza e la generosità nel numero di articolazioni dirigenziali, che può frammentare il percorso delle decisioni amministrative e determinare anche un aumento dei costi, ma senza garantire una maggiore efficacia".

Ioculano ha sottolineato alcuni aspetti positivi del disegno di legge fra i quali la scuola di formazione sulla quale, però, ha chiesto una successiva e specifica disposizione legislativa con adeguate risorse economiche per realizzarla. Il consigliere, infine, ha annunciato una serie di emendamenti che saranno presentati nel corso della votazione degli articoli.

Ferruccio Sansa (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha espresso alcune perplessità sul testo: "Siamo consapevoli delle esigenze della dirigenza, ma ci sono dubbi soprattutto sul numero eccessivo delle strutture dirigenziali, che rischiano di essere un modo per sfornare poltrone e per rendere più macchinosa l’azione amministrativa". Sansa ha espresso altre critiche circa l’arruolamento dei dirigenti esterni: "È eccessivo e, così, si rischia di svilire le competenze interne. Inoltre, nella progressione di carriere viene anteposta l’anzianità al merito". Il consigliere, inoltre, ha rilevato un’obiezione di "sostanza e politica" che riguarda la figura del segretario generale: "È, in realtà, un presidente della Regione 'ombra', non eletto ma che avrà poteri smisurati".

Gianni Pastorino (Linea Condivisa) ha rilevato la complessità della materia e ha riconosciuto l’impegno dell’assessore Ferro. Pastorino ha invitato ad una riflessione approfondita e ha ricordato, a questo proposito, la quantità di emendamenti presentati. "Faccio una riflessione sui precedenti processi di riforma, che hanno migliorato sicuramente il settore, ma condivido le perplessità sul fatto che il segretario svolga una funzione di controllo, che è sbagliata ed è in contrasto sul processo di evoluzione della struttura amministrativa. Occorre distinguere nettamente fra il potere politico e il potere amministrativo. L’autonomia del dirigente dal potere politico – ha precisato – è un valore". Il consigliere ha definito, inoltre, "ridondante la nuova struttura dirigenziale che rappresenta un elemento di pesantezza, che non semplifica e non razionalizza".

Roberto Centi (Lista Ferruccio Sansa presidente) ha ribadito la necessità di "separazione fra potere politico e amministrativo" e ha sottolineato il ruolo del comparto rispetto all’azione amministrativa. "Sia il potere politico che amministrativo devono e hanno tutto l’interesse di rimanere indipendenti, inoltre non viene dato sufficiente spazio alla mobilità interna e ci sono aspetti, per esempio gli incarichi a tempo determinato, in cui si poteva dare maggiore riguardo alle carriere interne". Centi ha aggiunto: "Occorre una maggiore evidenza pubblica nella ricerca degli incarichi a tempo determinato evitando percorsi che possono apparire oscuri". Il consigliere ha rilevato anche perplessità sui meccanismi di valutazione dell’operato ai fini della progressione di carriera.

L’assessore Simona Ferro ha sottolineato la collaborazione dimostrata dalla minoranza durante il dibattito nella competente commissione consiliare e il confronto con le rappresentanze sindacali, di cui sono stati accolti alcuni suggerimenti. "Il legislatore statale - ha spiegato - è già intervenuto con una riforma della Pubblica amministrazione che, nell’ambito del Pnrr, costituisce un grande programma di investimento sulle persone e che mette al centro le competenze per ridisegnare il lavoro pubblico per il futuro".

Di qui la necessità di un intervento anche a livello ligure: "La Regione deve avviare una stagione di riforme in materia di organizzazione, di reclutamento del personale e di miglioramento delle 'skill' del proprio personale. Per cui, a più di un decennio dall'approvazione della legge regionale 59 del 2009 sul modello organizzativo e sulla dirigenza è necessario rivedere l'impianto organizzativo, per migliorarne l’efficienza e la razionalità, adeguarlo alle recenti modifiche introdotte nella legislazione nazionale e tenere conto dell’evoluzione dei modelli organizzativi che caratterizzano le organizzazioni pubbliche e non solo, italiane ed europee".

L’assessore ha specificato: "L’articolazione del modello organizzativo permane di tipo divisionale e funzionale con una più razionale rappresentazione delle strutture dirigenziali complesse, direzioni centrali, direzioni di aree di direzione e unità organizzative, enucleando fra queste le strutture cui sono preposti i titolari di funzioni dirigenziali di livello generale e dirigenziale, che sono i settori, servizi, uffici, unità specialistiche di staff, per evitare sovrapposizioni di ruoli, una maggiore linearità nei processi decisionali e si garantisce in questo modo la massima coerenza tra livello gerarchico e funzioni e funzioni svolte. Al vertice dell’assetto organizzativo e direzionale viene posto il Segretario generale il cui ruolo sarà di vertice amministrativo e organizzativo, anche tenendo conto del ruolo fiduciario ricoperto rispetto all’organo politico".

Al termine del dibattito è iniziata la votazione degli articoli e degli emendamenti proposti dalla minoranza fra i quali ne sono stati approvati finora due, presentati da Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno): il primo posticipa da 60 a 150 giorni la scadenza entro cui, all’inizio della legislatura, la giunta approva l’assetto organizzativo delle proprie strutture in modo da permettere al Segretario generale incaricato dal nuovo esecutivo di poter elaborare il proprio progetto di riforma; il secondo mira a valorizzare nell’azione amministrativa anche azioni e comportamenti, non formali, che tengano conto della complessità degli obbiettivi da conseguire.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Regione, via libera alla riforma della dirigenza

GenovaToday è in caricamento