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Sabato, 20 Aprile 2024
Cronaca

'Furbetti' del reddito di cittadinanza, denunciato anche un impiegato di un Caf

Una 35enne e due uomini di 55 e 60 anni sono risultati indebiti percettori dell'erogazione pubblica e per questo sanzionati

Prosegue l'attività dei carabinieri del comando provinciale di Genova volta a verificare la corretta percezione del reddito di cittadinanza. Intensificata la collaborazione con l'Inps e con i Caf per individuare più celermente i soggetti che percepiscono e non hanno diritto a tale erogazione pubblica.

Dai controlli effettuati dai carabinieri delle compagnie del levante ligure è emerso che tre persone hanno presentato istanza per percepire il reddito di cittadinanza senza averne diritto, pertanto sono state denunciate all'autorità giudiziaria.

Nella rete è finito anche un impiegato di un Caf per favoreggiamento personale e accesso abusivo a sistema informatico. Avrebbe forzato il sistema per inserire un parametro che ha consentito a uno dei tre denunciati di ottenere indebitamente il reddito.

Il primo a finire nei guai è stato un 55enne, gravato da pregiudizi di polizia, che ha presentato istanza per poter beneficiare del reddito di cittadinanza, omettendo di dichiarare di essere sottoposto agli arresti domiciliari per reati inerenti la legge sugli stupefacenti. Nel medesimo contesto è stato denunciato all'autorità giudiziaria un operatore del Caf, presunto responsabile di aver forzato il sistema informatico al fine di avviare l'iter finalizzato alla riscossione del reddito di cittadinanza, pur conoscendo la particolare condizione ostativa dell'istante ai fini di ottenere il beneficio.

Denunciata anche una 35enne straniera, che, nel mese in corso, ha presentato istanza al fine di ottenere il beneficio del reddito di cittadinanza, attestando falsamente di essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui almeno due continuativi.

Infine un 60enne gravato da pregiudizi di polizia lo scorso mese di maggio ha presentato richiesta al fine di rientrare nei limiti previsti per la corresponsione del reddito di cittadinanza, dichiarando di non essere più convivente con una cittadina straniera, indicando anche di non svolgere nessuna attività lavorativa, mentre dagli accurati accertamenti è emerso il perdurare della relazione sentimentale e convivenza di fatto, nonché il vincolo di reciproca assistenza e condivisione di risorse comuni, risultando l'uomo ancora residente presso lo stesso domicilio.

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