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Affiliato alla cosca, riceveva reddito di cittadinanza: l'inchiesta della Guardia di Finanza

Filippo Ierinò, 58 anni, era stato condannato in primo grado per falsa testimonianza nell'inchiesta sull'omicidio di Francesco Fortugno. A luglio era stato arrestato insieme con il boss Antonio Alvaro per traffico internazionale di droga

Nuovi sviluppi nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza sul traffico internazionale di cocaina dalla Colombia, un filone che lo scorso luglio ha portato al sequestro di oltre 350 kg di droga e all’arresto di un boss della ‘ndrangheta calabrese, Antonio Alvaro, e di un affiliato, Filippo Ierinò, cui era stato affidato il compito di consegnare il denaro per l’acquisto della droga. 

Proprio Ierinò, 58 anni e uomo di fiducia di Alvaro, nel corso degli accertamenti è risultato essere destinatario del sussidio previsto con l'ottenimento del cosiddetto "reddito di cittadinanza". Condannato in primo grado dal tribunale di Locri per avere reso falsa testimonianza in merito all’omicidio del vice presidente del consiglio regionale della Calabria, Francesco Fortugno, avvenuto nel 2005, Ierinò percepiva ogni mese un assegno da 500 euro, ed era proprietario di una villetta appena ristrutturata nel comune di Gioiosa Jonica, in provincia di Reggio Calabria. Il 58enne è stato quindi denunciato alla procura, che ha immediatamente disposto all’Inps l’interruzione dell’erogazione del sussidio.

Nell’ambito degli stessi sviluppi, la Guardia di Finanza ha anche sequestro ad Antonio Alvaro, classe 1980, a capo con i fratelli della cosca di Sinopoli, due auto - una Smart FotTwo e una Mercede Cla -  alla luce della sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni di cui di fatto era in possesso. Una terza auto, una Volkswagen Golf intestata a un prestanome, è stata invece sequestrata dopo che i militari hanno individuato un doppiofondo presumibilmente utilizzato per contenere una pistola.

L’operazione “Buon vento genovese” era andata in scena lo scorso 16 luglio con il sequestro di 350 chilogrammi di cocaina e un blitz di forze dell’ordine genovesi e americane tra il porto di Sampierdarena e la Marina di Sestri Ponente. Uniti dalla droga con un filo teso tra la Colombia e Genova, il boss calabrese Antonio Alvaro e il boss di un cartello sudamericano: una maxi operazione che ha portato al sequestro del più ingente carico di cocaina mai arrivato nel capoluogo ligure e a quasi 1 milioni di euro in contanti.

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