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Maruska Piredda, Idv: "Non vogliamo limitare la libertà di espressione giovanile, ma questi eventi illegali estraniano dalla realtà"

Maruska Piredda, Idv: "Non vogliamo limitare la libertà di espressione giovanile, ma questi eventi illegali estraniano dalla realtà"

La Regione all'unanimità: "Stop ai rave party in Liguria"

Con due ordini del giorno approvati all'unanimità, oggi il Consiglio regionale si è espresso a sfavore dei rave party e del proliferarsi di questi "eventi illegali di pericolosità sociale"

All’unanimità sono stati approvati due ordini del giorno sui rave party in Liguria. Il primo (firmatario Edoardo Rixi, Lega Nord) riguarda il rave party clandestino che si è svolto lo scorso luglio a Rovegno e durante il quale è morto un giovane, a causa di un mix di alcool e droghe.

Con il documento la Giunta si impegna nei confronti del Comune di Rovegno a garantire le eventuali risorse, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, per affrontare i danni subiti durante il rave party clandestino e la ripulitura di strade, prati e boschi.

Il secondo (prima firmataria Maruska Piredda, Idv, ma sottoscritto da consiglieri di maggioranza e minoranza), impegna il presidente Burlando e la Giunta regionale a far si che le amministrazioni locali emettano ordinanze che pongano uno stop ai rave party e alla loro organizzazione ed esecuzione, con l’utilizzo per il controllo delle forze di polizia affinché questi "eventi illegali non vengano realizzati per la loro pericolosità sociale".

Edoardo Rixi ha detto: "Il rave di luglio a Rovegno ha portato non solo problemi di ordine pubblico, ma è anche deceduto un ragazzo e un’altra ragazza è stata ricoverata. Anche a luglio avevo chiesto al Consiglio di esprimersi sull’accaduto e di aiutare il Comune con fondi".

Maruska Piredda ha affrontato l’argomento più in generale: "I rave sono nati alla fine degli anni ‘80 in Inghilterra come movimenti di contestazione politica poi si sono diffusi anche in Europa. In Italia sono arrivati negli anni ’90 come moda legata alla musica tecno, più che come contestazione. Le feste vengono organizzate utilizzando il passaparola e il web e coinvolgono migliaia di persone; l’indirizzo viene divulgato solo all’ultimo, per eludere i controlli della polizia. Con questo ordine del giorno non vogliamo limitare la libertà di espressione dei giovani, il problema è che queste forme di organizzazione illegali, che sono in aumento, e l’uso di droga connesso, estraniano dalla realtà".

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