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Identikit diffuso via Whatsapp, rapinatore seriale in manette

Ha tentato una rapina in via Chiabrera, poi ha portato a termine un colpo in via San Bernardo e in entrambi i casi è riuscito a dileguarsi. Poi avrebbe pure derubato un autista della Amt in via Avio. Gli agenti però stavolta l'hanno bloccato

La breve ma efficace attività d'indagine, condotta nella mattinata di domenica 15 giugno, ha consentito di sottoporre al fermo di polizia giudiziaria un 35enne marocchino, resosi responsabile di una tentata rapina in via Chiabrera e di una rapina consumata in via San Bernardo tra le 8.20 e le 8.30.

Tutto è nato dalla segnalazione di una signora che, vedendo transitare una pattuglia in via San Lorenzo alle 8.30 circa, ha riferito agli agenti di essere stata vittima di una tentata rapina avvenuta circa 5 minuti prima in via Chiabrera, ove un uomo proveniente dalla direzione opposta rispetto a via San Lorenzo ha tentato di strapparle la borsa. La signora ha reagito all'aggressione, trattenendo la borsa e opponendo una forte resistenza, colpendo più volte il soggetto con alcuni calci.

L'aggressore si è così visto costretto a mollare la presa ma, non pago del primo tentativo, ha provato a strapparle con violenza una collanina. Di contro la signora ha continuato una strenua difesa, reazione questa che ha fatto desistere il rapinatore, allontanatosi a passo spedito in direzione via San Bernardo.

La descrizione fornita dalla vittima riguardava un soggetto nordafricano, età 35 - 40 anni circa, alto 175 cm circa, carnagione olivastra, longilineo, capelli castani corti crespi, due grandi occhi scuri, con indosso un borsello nero a tracolla. Acquisite tali notizie e allertate tutte le pattuglie sul territorio, sono iniziate le ricerche.

Dopo alcuni minuti, è giunta la nota radio dalla sala operativa di una seconda rapina, questa volta consumata, commessa in via San Bernardo. Presi immediatamente contatti con la vittima, gli agenti hanno riscontrato una somiglianza tra la descrizione fornita da quest’ultima e quella relativa ai fatti di via Chiabrera, instillando in essi il dubbio che potesse trattarsi dello stesso soggetto.

In particolare, la vittima della rapina consumata ha riferito di essere stata colpita alla spalla da un soggetto che, una volta strappatale la borsa e approfittando della sua rovinosa caduta, è fuggito in direzione piazza degli Embriaci.

Una volta rialzatasi, la ragazza ha provato a inseguire il rapinatore che, però, ha fatto perdere le proprie tracce nel dedalo dei vicoli del centro storico. Negli istanti successivi al fatto, la vittima si è recata a casa del suo ragazzo, abitante in zona, insieme al quale ha effettuato alcuni giri in zona al fine di individuare il rapinatore.

Il caso ha voluto che la vittima ha incrociato e riconosciuto il marocchino in piazza San Bernardo il quale, anche questa volta, è riuscito a guadagnarsi la fuga. In relazione a tale circostanza, la vittima ha dichiarato agli agenti di averlo riconosciuto nonostante indossasse una maglietta di colore giallo che al momento del fatto non aveva.

A seguito di tale fatto sono state intensificate le ricerche che, però, hanno dato esito negativo; inoltre, appurata la presenza di telecamere di video sorveglianza nei luoghi relativi ai fatti in questione, si è proceduto a estrapolare ed elaborare una sequenza di immagini, che hanno permesso di collocare la presenza del 35enne sui luoghi dei fatti, vestito così come descritto dalle vittime.

In particolare, in alcuni fotogrammi relativi alla rapina consumata in via San Bernardo si vede il rapinatore che si aggira in zona San Bernardo subito dopo la commissione del fatto e successivamente fugge, inseguito dal fidanzato della vittima e dalla vittima stessa.

Si tenga presente che mentre nel primo caso indossa una felpa scura sotto cui si intravede una maglietta di colore giallo, nei fotogrammi successivi e relativi alla fuga indossa unicamente la famigerata maglietta gialla. Circostanza questa che fa presumere che il malvivente si sia cambiato repentinamente per evitare di essere riconosciuto facilmente dalle vittime. Una volta scaricate ed elaborate, le immagini sono state diffuse tra il personale operante sul territorio tramite l'applicazione di messaggistica istantanea WhatsApp, quale ausilio al rintraccio del soggetto ricercato.

Durante la normale attività di controllo del territorio, durante la quale le ricerche del rapinatore sono continuate senza sosta, alle ore 11.15 è giunta la segnalazione di un furto con strappo, consumato in via Avio presso il capolinea dell’autobus 63.

Sul posto si è potuto appurare che un autista dell'Amt è stato derubato del suo cellulare da un soggetto probabilmente di origine nordafricana, di corporatura media, capelli neri ricci corti, con indosso una maglietta gialla, fuggito in direzione via Pacinotti verso i giardini del centro commerciale Fiumara.

Tale circostanza è stata confermata da un passante, la cui attenzione è stata richiamata dalle urla della vittima. Sulla base di tali informazioni, due pattuglie si sono dirette verso i giardini del centro commerciale e, giunti sul posto, hanno notato un soggetto nordafricano, con indosso una maglietta gialla e un borsello nero a tracolla nascosto dietro alcune siepi; alla vista degli agenti, il soggetto si è dato immediatamente alla fuga. Intuendo che potesse trattarsi dell'autore dello scippo di via Avio, gli operatori lo hanno inseguito e successivamente fermato con non poca fatica, in considerazione della veemente resistenza che ha opposto loro, colpendoli ripetutamente e procurando altresì la lacerazione dell’uniforme di servizio di uno degli stessi.

Fermato il soggetto, i successivi accertamenti non hanno permesso di ricollegare con certezza lo scippo commesso in via Avio al soggetto fermato. Tuttavia, memori delle rapine avvenute nella mattinata nel centro storico e della descrizione fornita dalle vittime, nonché delle immagini condivise tramite WhatsApp, gli agenti hanno avuto il dubbio che potesse trattarsi della stessa persona e, esaminando attentamente le immagini, hanno riconosciuto il soggetto fermato in quello immortalato nelle immagini stesse.

A questo punto è stato condotto presso gli uffici di polizia, dove è stato compiutamente identificato e riconosciuto dalle vittime quale autore dei fatti avvenuti in via Chiabrera e via San Bernardo. Per tali motivi il 35enne, già pregiudicato per gravi reati e irregolare sul territorio nazionale, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e associato alla casa circondariale di Marassi in attesa della convalida.

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