Zone rosse e arrivi dalla seconde case, Toti: «No a psicosi»

A Rapallo pattuglie della polizia Locale si sono posizionate all’uscita del casello della A12 per intercettare eventuali automobilisti provenienti da fuori regione, il presidente della Regione spiega: «Nessun afflusso massiccio»

Scattano i posti di blocco in riviera per bloccare eventuali ingressi in Liguria da persone residenti in regioni in zona rossa, sopratutto in vista del weekend, che fa salire timori su eventuali "esodi" così come accaduto in primavera con il primo lockdown.

L’ora X per gli spostamenti è infatti scattata alle 22 di giovedì, orario in cui è entrato in vigore il coprifuoco: con l’entrata in vigore, alla mezzanotte, dei provvedimenti previsti dal nuovo dpcm, Lombardia, Piemonte, Valle D’Aosta e Calabria sono entrate di fatto in lockdown, con divieto di lasciare il proprio comune di residenza. E se molti proprietari di seconde case nelle riviere liguri - tantissimi i lombardi e i piemontesi - si sono mossi per tempo, arrivando entro il termine stabilito, il timore è che qualcuno possa decidere di spostarsi anche in lockdown.

Proprio per questo motivo a Rapallo, venerdì mattina, all’uscita del casello della A12 sono comparse alcune pattuglie della Municipale per controllare gli arrivi: «La finalità è quella di monitorare eventuali flussi in uscita dalle "zone rosse", circoscritte a seguito dell'ultimo dpcm entrato in vigore oggi», ha spiegato Bagnasco. 

Non dappertutto, però, è "guerra" ai villeggianti. Nella giornata di giovedì il sindaco di Santa Margherita Ligure aveva definito risorse potenziali le persone in arrivo dalle zone rosse, proprietarie di seconde case, a patto che arrivassero in Liguria lecitamente, rispettando la normativa. Si tratta, infatti, di persone che usufruendo di bar, ristoranti (aperti sino alle 18) e negozi contribuiscono a far girare l’economia di cittadine che vivono soprattutto di turismo, e che in estate non sono certamente riuscite a recuperare quanto perso in un lockdown che ha di fatto cancellato le feste di Pasqua e i ponti. 

Il Comune di Santa Margherita ha addirittura voluto incentivare lo smart working “in riva al mare”, vista l’alta percentuale di proprietari di seconde case che hanno scelto la riviera come base per lavorare e vivere: a loro, il Comune ha messo a disposizione una sala attrezzata, con postazioni e collegamenti internet, usufruibile (con le modalità che verranno individuate) per chi ne farà richiesta.      

«Santa Margherita Ligure, che siano abitazioni principali, seconde case, aree attrezzate o altro - avevano spiegato l’assessore Beatrice Tassara e la consigliera Arianna Sturlese - ha le potenzialità per proporsi come un luogo privilegiato dove poter lavorare, per la qualità della vita, per i panorami, il clima e i servizi che offre».

Non tutti, d’altronde, arrivano necessariamente in Liguria in maniera non lecita. Chi ha la residenza in Liguria può legittimamente spostarsi, con la consapevolezza però che il rientro nella regione in zona rossa non potrà avvenire se non a lockdown terminato. Il presidente della Regione, Giovanni Toti, dal canto suo ha inviato a «evitare psicosi».

«Prima dell’entrata in vigore del Dpcm - ha detto venerdì pomeriggio - gli spostamenti tra regioni erano leciti e consentiti, pertanto, i comuni non hanno potuto fare altro che recepire le normative nazionali. Da oggi, invece, risultano vietati per le regioni arancioni e rosse salvo i casi previsti dal decreto. Tuttavia dopo aver sentito telefonicamente le Prefetture del territorio possiamo affermare che non ci sono state, e non ci sono attualmente, evidenze di spostamenti di rilievo dalle regioni in zona rossa».

La Regione rende noto che anche secondo il monitoraggio effettuato dalla centrale operativa di Autostrade per l’Italia, e confermato dalla Direzione del tronco di Genova, il flusso del traffico è stato regolare, e non si sono registrati fenomeni di affollamento particolare sui treni: nessun collegamento dal Piemonte e dalla Lombardia ha superato la capienza del 50% prevista. 

«Capiamo le legittime preoccupazioni dei liguri, ma i numeri dimostrano che non vi è stato alcun fenomeno rilevante di spostamenti in Liguria dalle zone rosse. È evidente che qualche persona possa avere raggiunto la seconda casa e ci auguriamo che, come tutti, rispettino le regole - ha concluso Toti - Questo fenomeno si è verificato perché il Governo non ha fatto entrare immediatamente in vigore i nuovi provvedimenti, permettendo così ai cittadini di muoversi liberamente tra regioni e comuni. Per fortuna i dati a nostra disposizione ci dicono che non vi è ragione di allarmarsi. I nostri sindaci hanno chiesto alle prefetture un rafforzamento dei controlli, soprattutto alla vigilia del weekend in modo che si possano monitorare eventuali flussi in uscita dalle ‘zone rosse’. Noi ci associamo a questa richiesta, chiediamo a tutti di rispettare le regole ma invitiamo a evitare inutili psicosi e guerre tra regioni ‘di colore diverso’, ricordando che siamo e saremo sempre una comunità accogliente e che il nemico da sconfiggere è il virus e non le persone».

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