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Aggressione ai clochard a Quinto, i tre indagati fanno scena muta davanti al gip

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere i tre giovani accusati di avere massacrato a colpi di spranga e catena due senzatetto che dormivano nella stazione ferroviaria. Il reato contestato è quello di tentato omicidio

Hanno scelto di non dire nulla, i tre giovani accusati di avere picchiato a sangue due clochard nella stazione di Quinto la notte dello scorso 17 giugno: convocati in Procura per l’interrogatorio di garanzia, i tre indagati, accompagnati dai rispettivi avvocati, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, facendo scena muta davanti al gip Cinzia Perroni.

Sul loro capo pendono le accuse di tentato omicidio e lesioni in concorso: secondo gli inquirenti, i tre avrebbero organizzato un vero e proprio raid punitivo ai danni di due senzatetto di 33 e 38 anni dopo una lite avvenuta qualche giorno prima, quando uno dei due sarebbe stato sorpreso a drogarsi in un giardinetto a poca distanza dai giochi dei bambini e, ripreso, avrebbe reagito gettando una siringa verso i tre giovani.

A mettere gli inquirenti sulle loro tracce sono state le riprese delle telecamere di sorveglianza e alla testimonianze delle due vittime, sorprese nel sonno e aggredite a colpi di spranga e catene: uno dei due, colpito con violenza alla testa, era stato ricoverato nel reparto di Neurologia del San Martino e rimasto in osservazione per diversi giorni, mentre l’amico era stato medicato e dimesso con 15 giorni di prognosi.

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