rotate-mobile
Cronaca Marassi / Piazza di Santa Maria

Quezzi, "sciamatura" di api da record

Migliaia di insetti hanno "invaso" il quartiere in cerca di un nuovo luogo in cui fare il nido e finendo per costruirlo sopra una finestra. Provvidenziale l'intervento dell'apicoltora

Una scena che aveva dell’apocalittico, e che ha terrorizzato i residenti di Quezzi: uno sciame composto da migliaia di api che ha “oscurato” il cielo per diversi minuti, prima di fare il nido sopra la finestra di un’abitazione in piazza Santa Maria.

Un fenomeno che ha preoccupato parecchie persone, ma che è in realtà del tutto naturale: la cosiddetta “sciamatura” delle api avviene proprio tra maggio e giugno, e si verifica quando centinaia di insetti lasciano l'alveare in cerca di uno nuovo e iniziano il ciclo riproduttivo.

La sciamatura non rappresenta un pericolo per le persone, come confermano anche i Vigili del fuoco, spesso chiamati per intervenire e spesso costretti a rifiutare: non sono loro a doversene occupare, ma un apicoltore dotato di arnie e attrezzatura in grado di catturarle. E proprio l’apicoltore è stato chiamato per il caso di Quezzi: Marco Corzetto, gestore dell’apiario urbano di via Lucarno, a Struppa, è arrivato in piazza Santa Maria con tuta, guanti e arnie e ha recuperato lo sciame, che si era rifugiato nel vano della tapparella del bagno di un appartamento.

Un recupero andato a buon fine, come dimostrano gli scatti condivisi da Corzetto - ormai un punto di riferimento in casi di sciamatura - per tranquillizzare chi ha assistito alla vicenda. E anche se le api recuperate non produrranno miele per almeno un anno, nell'apiario urbano verranno curate e assistite nelle loro arnie, per tutelare una risorsa importantissima per il pianeta. E poco importa, nel bilancio finale, se al termine del recupero (totalmente volontario e gratuito, ed effettuato solo con l'adeguata attrezzatura) si finisce col tornare a casa con qualche puntura.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Quezzi, "sciamatura" di api da record

GenovaToday è in caricamento